Artissima 2020 a Torino a novembre. Arriva anche XYZ, una sezione immersiva digitale

Artissima 2020 a Torino a novembre. Arriva anche XYZ, una sezione immersiva digitale

Mostre Torino Lunedì 14 settembre 2020

© Galleria LLANO, NOE MARTÍNEZ Un Acto Antes de un Concepto, 2016 Exhibition view, Parque Galería, Mex

Torino - Da giovedì 5 a domenica 8 novembre appuntamento all'Oval Lingotto Fiere a Torino con Artissima, Internazionale d'Arte Contemporanea. Oltre all'evento fisico quest'anno arriva anche Artissima Xyz, un'inedita piattaforma cross-mediale, che trasforma le sezioni curate della fiera in un'immersiva esperienza digitale. 

La fiera si svolgerà per la prima volta in modalità ibrida online e fisica: sul web si svilupperà il nuovo progetto speciale dedicato alle sezioni curate e parallelamente all’Oval Lingotto Fiere avrà luogo il tradizionale evento che accoglie espositori e collezionisti internazionali suddiviso in Main Section, New EntriesDialogue/Monologue Art Spaces & Editions.
 
Per l’edizione 2020, le sezioni Present Future, curata da Ilaria Gianni e Fernanda BrennerBack to the Future, curata da Lorenzo Giusti e Mouna Mekouar, e Disegni, curata da Letizia Ragaglia Bettina Steinbrügge, vivranno sulla piattaforma Artissima XYZ online dal 3 novembre al 9 dicembre 2020. Sostenuta da Fondazione Compagnia di San Paolo, Artissima XYZ nasce in continuità con Artissima Digital, ecosistema digitale della fiera dal 2017.
 
Le sezioni curate vivranno in un innovativo spazio cross-mediale capace di andare oltre la classica struttura delle viewing-room e dei cataloghi digitali, offrendo contenuti freschi ed esperienziali per approfondire il lavoro di tutti i principali attori coinvolti: le gallerie, gli artisti, i curatori. Tre sezioni, trenta artisti per trenta gallerie - dieci per ogni sezione: ogni team curatoriale – con un costante e stimolante lavoro di ricerca e dialogo con le gallerie – ha selezionato per la propria sezione dieci progetti creati ad hoc da altrettanti artisti presentati dalla loro galleria di riferimento, seguendo una precisa visione tematica.
 
Il layout della piattaforma sarà di immediato approccio e facile navigazione: atterrando su una welcome page si potrà accedere alle tre sezioni all’interno delle quali ogni progetto avrà una propria pagina dedicata, ricca di materiali di varia natura che indagheranno a 360° l’opera e l’artista attraverso diversi percorsi di lettura e fruizione. Evocando gli assi del sistema di riferimento cartesiano, il nome XYZ richiama l’approccio pluridimensionale e multimediale adottato dalla piattaforma, pensata per restituire l’esperienza fisica attraverso quella virtuale. Il visitatore potrà così apprezzare il valore dell’opera d’arte non solo vedendola, ma anche ascoltando la sua lettura critica e scoprendone la genesi creativa attraverso contenuti fotograficivideointerviste e podcast che vedranno protagonisti gli stessi artisti, galleristi e curatori. Realizzati con l’ausilio di tecnologie di relazione a distanza, diventate strumento di uso quotidiano nei mesi passati, alcuni di questi contenuti saranno prodotti direttamente dalle gallerie e dagli artisti, mentre altri vedranno la curatela editoriale del team di Ordet – composto da Edoardo BonaspettiStefano Cernuschi e Anna Bergamasco – che per Artissima ha realizzato negli scorsi anni le Artissima Stories e Pills.

Commenta Ilaria Bonacossa: «La piattaforma Artissima XYZ concretizza ancora una volta l’approccio fortemente sperimentale di Artissima, la sua vocazione di ricerca del nuovo e dell’emergente e la capacità di scoperta e riscoperta di artisti e storie che hanno fatto di questa fiera una delle dieci migliori fiere al mondo. Anche in tempo di pandemia, Artissima non rinuncia a costruire modalità innovative di risposta alle necessità del proprio tempo, individuando forme plastiche di fruizione e relazione per sostenere secondo modalità attuali il sistema dell’arte e i suoi attori, trasformandosi in una fiera ibrida capace di raccontare e fare scoprire l’arte contemporanea. XYZ non evoca solo le tre coordinate spaziali ma le ultime lettere dell’alfabeto che unite nella loro impronunciabilità aprono alla possibilità di nuovi e inaspettati linguaggi».

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