Smart working e aiuti alle famiglie: il Comune di Torino per l'emergenza Coronavirus

Smart working e aiuti alle famiglie: il Comune di Torino per l'emergenza Coronavirus

Attualità Torino Venerdì 20 marzo 2020

Torino - Un altro migliaio di dipendenti dell’Amministrazione comunale di Torino si appresta a svolgere la propria attività in modalità smart working, aggiungendosi ai 3mila 589 che, per diminuire le presenze sui luoghi lavoro, da alcuni giorni sono stati già posti nella condizione di lavorare da remoto oppure collocati in ferie.

Più lavoro agile per i dipendenti, stop ad alcune prestazioni per le attività sospese su indicazione del decreto Cura italia e spinta a un maggiore uso dei servizi on line da parte dei cittadini: con la nuova ordinanza firmata dalla sindaca Chiara Appendino , la numero 4/2020, vengono infatti ridotte le attività degli sportelli aperti al pubblico, continuando certo ad assicurare i servizi essenziali ma, per quelli che non solo tali, chiedendo ai cittadini ove possibile di far ricorso alle procedure telematiche. La decisione è stata presa anche in considerazione di quanto stabilito dall’ultimo decreto governativo, che sospende i procedimenti delle pubbliche amministrazioni fino al 15 aprile e “le attività di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e contenzioso” fino al 31 maggio.

Più nel dettaglio, per quanto riguarda i servizi, l’ordinanza prevede la chiusura fino a metà aprile degli uffici dei Servizi Tributari del Lingottino, degli sportelli Urp e Informacittà e dell’accesso agli Atti, all’ufficio Verbali della Polizia Municipale e al deposito atti giudiziari. Chiuso l’ufficio permessi Ztl e, per quanto riguarda il Commercio, gli uffici Mercati, Dehors, Esercizi pubblici e Commercio fisso. Sospensione anche per il centro d’ascolto di Spazi Reali.

Interrotta l’attività per piscine e palazzetti sportivi – palaghiaccio Tazzoli, piscina Monumentale, Le Cupole di via Artom – e Biblioteche, Musei, Archivio storico, Centro Interculturale. Alcuni servizi andranno invece a passo ridotto: gli atleti professionisti potranno allenarsi allo stadio Nebiolo e al palazzetto del Nuoto. Ci saranno a disposizione meno sportelli anagrafici, visto che il Governo ha prorogato al 31 agosto prossimo la validità delle carte d’identità in scadenza e i principali atti comunali, come ad esempio il cambio di residenza, possono essere facilmente richiesti utilizzando le procedure on line offerte dal sito dell’Ente.

Regolare attività invece per il Pronto intervento dei servizi Tecnici, gli uffici delle ordinanze sanitarie e dei Taxi della divisione Commercio, gli sportelli per la dichiarazioni di nascita e per i funerali, i servizi Sociali, l’Informagiovani, i Centri civici delle Circoscrizioni e la Cascina Roccafranca.

Con questo provvedimento sale a oltre il 60% la percentuale di lavoratori del Comune che non si reca in ufficio per svolgere i propri compiti d’istituto, contribuendo a ridurre gli spostamenti casa-lavoro in questa complessa fase della vita cittadina e ad aumentare l’efficacia delle misure di contenimento della diffusione del coronavirus.

Per le rette degli asili nido nessun pagamento dovuto per il mese di marzo e rimborso previsto per i due giorni non frequentati a febbraio. Analogamente, la stessa misura è adottata per il servizio di ristorazione delle scuole materne, mentre per le elementari e le medie, dove avviene il pagamento dei soli pasti consumati, sarà ridotto in proporzione per la parte relativa all’ultima rata della quota fissa del servizio.Nessun addebito anche per il servizio di trasporto scolastico non fruito.

Si tratta delle prime misure già annunciate nei giorni scorsi dalla sindaca Chiara Appendino e messe a punto dall’assessorato all’Istruzione per aiutare le famiglie a far fronte alle difficoltà legate al periodo di stop alle attività scolastiche.

«I provvedimenti adottati per fronteggiare l’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese e la conseguente sospensione delle attività educative e didattiche – sottolinea la sindaca Appendino – hanno fatto sentire effetti negativi anche sulle famiglie, in particolare su quelle che hanno figli che frequentano i servizi educativi e scolastici della nostra Città e che ormai da più di tre settimane vivono una profonda situazione di difficoltà. Per questo motivo, tra le prime forme di sostegno alle famiglie abbiamo pensato di sospendere il pagamento delle tariffe dei nidi d’infanzia comunali e anche di quelle dei nidi in appalto, per tutto il periodo in cui i bambini e le bambine non hanno potuto e non potranno frequentarli».

«Per aiutare il più possibile le famiglie in questo difficile momento – aggiunge l’assessora all’Istruzione, Antonietta Di Martino – saranno interamente rimborsati tutti i servizi educativi e scolastici erogati dalla Città e di cui le famiglie non hanno potuto fruire e nulla sarà addebitato fino a quando i servizi stessi non saranno riaperti».

Più nel dettaglio, con riferimento ai Nidi comunali, i due giorni non frequentati nel mese febbraio saranno rimborsati con il prossimo addebito del mese di maggio; naturalmente le famiglie non pagheranno la tariffa relativa al mese di marzo. Lo stesso avverrà per chi frequenta i nidi in appalto, dove ciascun gestore rimborserà i genitori con le proprie modalità organizzative. Anche per quanto riguarda le scuole dell’infanzia comunali e statali la tariffa del servizio di ristorazione relativa ai due giorni di febbraio non fruiti, sarà rimborsata con il prossimo addebito del mese di maggio e le famiglie non pagheranno la tariffa relativa al mese di marzo. Per le scuole dell’obbligo, in cui è già previsto il solo pagamento dei pasti consumati, la Città ridurrà l’importo dell’ultima rata della quota fissa (che sarà emessa nel mese di maggio) in proporzione al numero dei pasti non fruiti nei mesi di febbraio e marzo. Ovviamente anche per le famiglie che fruivano dei trasporti scolastici alle scuole dell’infanzia di Villa Genero e Cavoretto non saranno addebitati né le due giornate di febbraio non fruite, né il mese di marzo.

Queste modalità saranno applicate per tutto il periodo di permanenza dell’emergenza sanitaria a causa della quale le bambine ed i bambini non possono frequentare i servizi educativi e scolastici erogati dal Comune di Torino.

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