Coronavirus a Torino e in Piemonte: apre l'ospedale di Verduno, la Regione nomina commissario straordinario

Coronavirus a Torino e in Piemonte: apre l'ospedale di Verduno, la Regione nomina commissario straordinario

Attualità Torino Martedì 17 marzo 2020

© Pixabay

Torino - La Regione Piemonte nominerà un commissario straordinario per il coronavirus in Piemonte: sarà Vincenzo Coccolo, ex direttore della Protezione civile regionale e di Arpa, già consulente del governo per l’emergenza rifiuti in Campania, hagestito situazioni di crisi legate al terremoto di Mirandola e all’emergenza profughi.

«Alla luce di una emergenza pressante e che purtroppo continua nel tempo – sottolineano il governatore Alberto Cirio, l’assessore alla Sanità Luigi Icardi e quello allaProtezione Civile Marco Gabusi - abbiamo ritenuto fondamentale potenziarne la gestione, scegliendo di nominare un commissario straordinario per il coronavirus in Piemonte. Ringraziamo Vincenzo Coccolo per aver accettato questo incarico in un momento così difficile per la nostra intera comunità. La sua esperienza in gestione di crisi sarà preziosa per aiutarci ad affrontare una situazione che non ha precedenti».

Nel ruolo di commissario, Coccolo si occuperà di sovrintendere a tutte le attività dell’Unità di crisi regionale che, con il decreto in arrivo, verrà ulteriormente potenziata.
Verranno infatti attivati altri specifici ambiti di intervento, che si affiancheranno al settore della maxi emergenza sanitaria, che ormai da tre settimane sta gestendo con efficacia questa difficile situazione e la cui guida è stata confermata al dott. Mario Raviolo. Confermato anche il Comitato Tecnico Scientifico, presieduto dal dott. Roberto Testi.

Annunciata anche l’intenzione di aprire il nuovo ospedale di Verduno e farlo diventare centro di riferimento di tutto il Piemonte per l’emergenza coronavirus. «L’apertura era in programma a fine maggio, ma ora è una necessità improrogabile - spiega il presidente Cirio -; da settimane l’assessore alla Sanità Icardi lavora affinché l’ospedale possa aprire immediatamente. Questa struttura è stata attesa per 20 anni ed è stata realizzata grazie alla grande generosità degli imprenditori e dei cittadini di Langhe e Roero che, attraverso la Fondazione nata per il nuovo ospedale, hanno investito di tasca propria milioni di euro e lavoro perché potesse essere finalmente completata. Avevamo detto che, per rispetto, lo avremmo aperto in silenzio. Mai avremmo pensato di doverlo fare con urgenza per una situazione come quella attuale. Ma oggi più che mai poter contare su una struttura sanitaria completamente nuova e di ultima generazione come questa sarà una risorsa vitale per tutta la nostra regione».

Una soluzione presa in esame fin dall’inizio della crisi, come specifica l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi: «È una soluzione alla quale lavoro dall’inizio della crisi, sollecitando la disponibilità di tutti a collaborare. Si sono accelerati al massimo i tempi con la ditta appaltatrice e gli organismi collaudatori per mettere l’ospedale nelle condizioni di aprire come “covid hospital” di riferimento del Piemonte. Abbiamo centinaia di posti a disposizione per trattamenti di terapia sub-intensiva e, possibilmente, intensiva. Sarà un ospedale in più, in quanto gli altri sul territorio continueranno a funzionare regolarmente. Abbiamo disposto di affidare ad un commissario ad acta di lungo corso e comprovata esperienza, come Giovanni Monchiero (affiancato per la parte sanitaria da Paolo Tofanini) il coordinamento dell’operazione, che contiamo di chiudere nel giro di pochissimi giorni, con l’accoglienza dei primi pazienti da tutta la regione».

Il Centro di documentazione regionale per la promozione della Salute DoRS dedica una pagina del proprio sito al Coronavirus, mettendo a disposizione una serie di link in continuo aggiornamento che consentono di accedere ad articoli di letteratura scientifica, di divulgazione e ai siti degli enti nazionali e internazionali più autorevoli in materia. Tutti i materiali segnalati sono di libero accesso. La comparsa nella provincia cinese dello Hubei del nuovo coronavirus ha visto un crescendo di informazioni e iniziative che l’OMS ha definito infodemia ossia «un'abbondanza di informazioni - alcune accurate e altre no - che rendono difficile per le persone trovare fonti e indicazioni affidabili quando ne hanno bisogno».
L'OMS sta rendendo disponibili informazioni e consigli, comprese tutte le evidenze che confutano i falsi miti, sui suoi canali di social media e sul sito Web.  Il Centro di Documentazione regionale Dors sostiene questa strategia offrendo una selezione e una raccolta ragionata di risorse e materiali tratti da fonti nazionali e internazionali attendibili. Tutte le informazioni online.

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