Torino nella top 30 dei musei italiani con Egizio, Venaria e Musei Reali

Torino nella top 30 dei musei italiani con Egizio, Venaria e Musei Reali

Cultura Torino Lunedì 27 gennaio 2020

© Alessandra Chiappori

Torino - Una top 30 dei visitatori che coinvolge i musei e i parchi archeologici stati di tutta Italia: è la restituzione del Mibac dei dati statistici che riguardano i visitatori nei siti di interesse culturale in Italia per il 2019. Nelle tre decine di luoghi, dove dominano istituzioni di fama mondiale come il Colosseo, le Gallerie degli uffizi e Pompei (rispettivamente sul podio con 7,5, 4,4 milioni e 4 milioni di presenze), spiccano anche tre musei torinesi: l’Egizio, la Reggia di Venaria e i Musei Reali, al sesto, settimo e quattordicesimo posto.

Tra crescite, stabilizzazioni, novità, salite e discese che meriterebbero un’analisi caso per caso e una contestualizzazione adeguata, Torino spicca per tre delle eccellenze che da anni portano il nome della capitale sabauda nel mondo. Già dall’analisi dei dati 2019 il quadro emerso era stato positivo, con incrementi del pubblico di visitatori rispetto al precedente 2018, in alcuni casi legato a particolari mostre ed eventi celebrativi che hanno segnato ricorrenze e omaggi nel corso dell’anno. Numeri di successo non solo per quanto riguarda le affluenze reali, ma anche, spesso, per le condivisioni digitali, con una crescita degli accessi ai canali social di tanti musei, tra like e follower, a dimostrazione che cultura e mondo digitale spesso possono dare vita a interazioni positive.

Così l’attività social dei Musei Reali, incrementata nel 2019, trova un riscontro in un aumento di pubblico del 6,5% rispetto al 2018, per un totale di 492.136 visitatori, a cui si aggiungono i 102.465 delle mostre del 2019, che fanno salire la percentuale a +15% rispetto all’anno precedente. Nel 2019 il Museo Egizio ha registrato 853.320 visitatori, in crescita di circa lo 0,5% rispetto al 2018, quando gli ingressi erano stati 849.163. Flessione invece per la Reggia di Venaria, con la perdita, dal 2018 al 2019, di 120 mila visitatori.

L’analisi della situazione, tra autonomia e domeniche gratis

«A qualche anno dalla riforma dei musei i risultati straordinari si vedono sempre di più grazie al lavoro dei direttori e di tutto il personale – ha dichiarato il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini - Più incassi vogliono dire più risorse per tutela e ricerca, servizi museali. Andremo avanti sul percorso dell’innovazione».

Inoltre, il Micab evidenzia che dalla loro istituzione nel luglio del 2014 a oggi le domeniche gratuite, recentemente reintrodotte (la prossima si svolgerà domenica 2 febbraio, N.d.R), hanno portato oltre 17 milioni di persone nei soli musei statali, con un effetto volano sugli ingressi a pagamento e con benefici importanti per i musei più piccoli che hanno potuto contare su campagne di comunicazione nazionali. Un dato sottostimato, per il Ministero, perché non tiene conto dei tanti ulteriori visitatori dei musei comunali che hanno aderito contribuendo a fare della #domenicalmuseo un vero e proprio evento culturale per famiglie e cittadini con numerose edizioni da record in cui la presenza nei musei è stata superiore a quella di una giornata di campionato di calcio di “Serie A”.

«Aver investito sui musei italiani e sulla riforma, aver scelto i direttori giusti in base alle loro professionalità - italiani e non italiani hanno fatto un lavoro straordinario - e aver rafforzato la promozione sta portando a una crescita diffusa su tutto il territorio nazionale – aggiunge il Ministro Franceschini - Non solo i grandi musei ma anche quelli meno conosciuti che vedono un numero di visitatori sempre crescente. Questo fa bene alle persone, fa bene ai cittadini e fa bene anche all’economia perché intorno ai musei cresce la ricchezza delle città e dei territori»

Dopo anni di continua crescita a doppia cifra il numero dei visitatori dell’intero sistema museale nazionale si assesta dunque intorno ai 55 milioni. Le prime cinque regioni per numero di ingressi sono il Lazio, la Campania, la Toscana, il Piemonte e la Lombardia. L’assestamento è stato causato anche dai numerosi fenomeni di maltempo che hanno caratterizzato l’autunno del 2018 e la primavera del 2019 e che hanno comportato la forte riduzione del numero visitatori soprattutto nei parchi monumentali e nei giardini storici.

Tutti i dati della Top30 sono disponibili online.

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