Liberazioni, a Torino il festival delle arti dentro e fuori dal carcere. Il programma Paolo Rossi a Omar Pedrini

Liberazioni, a Torino il festival delle arti dentro e fuori dal carcere. Il programma Paolo Rossi a Omar Pedrini

Cultura Torino Mercoledì 9 ottobre 2019

Torino - Dentro e fuori, due concetti apparentemente chiari, ma che in realtà possono essere molto più sfumati. Lo dimostra LiberAzioni, il «festival delle arti dentro e fuori», che torna per la sua seconda edizione dal 14 al 20 ottobre e che avrà il suo centro nel quartiere Le Vallette. Qui, tra la Casa circondariale “Lorusso e Cutugno” e il Teatro Don Orione, ci sarà il clou, fra il 18 e il 20 ottobre, con Paolo Rossi e Omar Pedrini.

Prima, però, spazio a incontri e proiezioni, come lo speciale sul drammaturgo Armando Punzo e la sua Compagnia della Fortezza di Volterra, che aprirà la manifestazione il 14 ottobre alle 17.30 alla Bibliomediateca Rai di via Verdi 31. Un appuntamento al quale interverranno Valentina Noya, direttrice di LiberAzioni, Franco Prina, che per l’Università di Torino è responsabile nazionale dei poli universitari carcerari, e Filippo Cropanese dell’associazione Quinto Polo. Ma è solo uno degli argomenti trattati dal festival, che si occuperà anche delle esperienze di scrittura in carcere (sempre lunedì, ma alle 20.45 all’Unione Culturale “Franco Antonicelli”).

Al centro, però, ci sono i film, cortometraggi che affrontano diverse tematiche legate ai diritti. «Abbiamo ricevuto oltre 150 lavori – racconta la direttrice – e ne abbiamo selezionati 18 valutando l’importanza delle tematiche, anche rispetto a questioni di genere o alla violenza nei centri di detenzione per migranti. L’obiettivo era creare un programma composito». E in effetti lo è. Si va da La madre e il suo principe di Roberto Agagliate, ispirato a una fiaba della raccolta di racconti rom dal titolo Gypsy Folk-tales, a Voci di dentro di Lucio Laugelli, che punt l’obiettivo su sei detenuti della Casa di reclusione di San Michele ad Alessandria, che regista e produttori (Stan Wood Studio) hanno frequentato per sei mesi. Diverse opere, poi, sono in anteprima nazionale, come Dall’alba al tramonto di Vincenzo Ardito o Wherever you go, there you are di Nicola Zambelli.

Oltre al concorso nazionale di cinema, c’è anche quello di scrittura. Ma in totale, il festival assegnerà sette premi decisi da altrettante giurie composte da detenuti e professionisti, fra i quali il regista Daniele Gaglianone e la scrittrice Paola Mastrocola. L’offerta del festival è arricchita anche da un convengo, intitolato La pena dopo la pena, in programma sabato 19 ottobre alle 10 al Campus Luigi Einaudi. L’argomento è importante: cosa ne è dei detenuti quando escono dal carcere? Spesso, infatti, si confrontano con un generale ostracismo che li discrimina per il loro passato. Ne parleranno Emilia Rossi, dell’Ufficio del Garante nazionale delle persone private della libertà, Davide Demichelis, giornalista, Susanna Ronconi, dell’associazione Sapere Plurale e Sergio Segio, dell’associazione Società Informazione. Modera Claudio Sarzotti di Antigone Piemonte, ma interverrà anche la Garante di Torino, Monica Cristina Gallo, e ci saranno letture dell’attrice e regista Clara Galante.

Infine gli ospiti. A Paolo Rossi spetterà inaugurare il festival vero e proprio, venerdì 18 alle 9, nella sala del teatro all’interno della Casa circondariale “Lorusso e Cutugno”. La sera, poi, terrà uno spettacolo aperto al pubblico al Teatro Don Orione, in piazza Montale 18, nel cuore del quartiere Le Vallette, alle 21. L’ultimo giorno, domenica 20 ottobre, toccherà anche a Omar Pedrini. L’ex leader dei Timoria presenterà il suo libro Cane sciolto (Chinaski Edizioni) alle 17 al Teatro Don Orione, con Sergio Segio e Andrea Perrone. Il festival, poi, quest’anno diventa anche una mostra, che sarà a Palazzo Barolo dal 16 ottobre al 17 ottobre, per la curatela di Elena Patrignani. L’esposizione, intitolata OLTRE. Tra Dentro e fuori, è il risultato di un laboratorio di disegno condotto in carcere dagli artisti Petra Probst e Jhafis Quintero, e di un laboratorio di fotografia, guidato da Francesca De Dominicis. Ma il percorso messo in piedi insieme all’Associazione Museo Nazionale del Cinema, anima di LiberAzioni, è ricco e articolato.

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