Canti del Caos, a Torino la performance di poesia «aumentata»

Teatro Torino Sabato 14 settembre 2019

Canti del Caos, a Torino la performance di poesia «aumentata»

Torino - «Implementare la performance in un progetto è dare un significato che da solo non riuscivo a darle». A raccontarlo è Alessandro Burbank, poeta, performer, che dal 2009 partecipa alla scena del «Poetry slam» italiano e che venerdì 20 settembre, alle 21, sarà al Museo Ettore Fico per uno spettacolo del tutto originale. Si intitola Canti del caos ed è frutto di una collaborazione l’associazione Amalgama, nata nell’ambito del bando OraX! di Compagnia di San Paolo. L’idea è semplice: mescolare diversi linguaggi artistici alla poesia. Ed è così che nasce un vero e proprio gioco che coinvolgerà il pubblico, il quale potrà letteralmente scegliere quale parte dello spettacolo mandare in scena, influenzando così la rappresentazione.

Ospite della performance sarà Nicolas Cunial, vincitore del poetry slam, fra i sei migliori Under 30 in Italia. La regia, invece, sarà affidata a Girolamo Lucania, con la «scenografia digitale» di Rajan Craveri. Quest’ultimo ha ideato un inedito strumento tecnologico che, su uno schermo che compone parte dell’allestimento scenico, proietta l’ambiente nel quale Burbank si muoverà. C’è un «menù» per selezionare le parti dello spettacolo, cosa che faranno gli spettatori «urlando» il nome del singolo capitolo (e il capitolo «più urlato» sarà messo in scena»), ma compariranno anche le parole pronunciate dal poeta, a comporre una vera e propria montagna che cresce sullo schermo. «La poesia performativa – racconta Beatrice Spampinato, tra i fondatori di Amalgama insieme a Paolo Zammitti – è un linguaggio dell’arte contemporane, quindi può entrare negli spazi museali, si può pagare un biglietto e si può anche partecipare».

Una performance di «poesia aumentata» che costituisce l’atto conclusivo di Canti del Caos. Poetry Slam ad Performing Art, progetto che si propone di introdurre la poesia performativa all’interno dei contesti più affini all’arte contemporanea. «Il modo in cui si ragiona nell’arte contemporanea – aggiunge il poeta – è più vicino a me rispetto a quello della poesia, perché posso spaziare. Infatti bisogna anche cercare altro, costruire, approfondire e andare conflitto. La poesia sarà messa in difficoltà anche in maniera bizzarra, divertente e sarcastica». Come in uno dei capitoli quando, dal pubblico, sarà chiamata una persona a caso per trascrivere in tempo reale le parole di Alessandro Burbank, ma ci saranno anche occasioni originali e comiche come la «Scopa con nonno Tino», con le carte napoletane mescolate alla poesia. «Abbiamo cercato di dare al programma – spiega Rajan Craveri – una forma replicabile e trasportabile, studiando la veste grafica e sviluppando poi la tecnologia».

Tutto questo percorso è avviato a giugno con la supervisione di Compagnia di San Paolo, con una residenza d’artista da Off Topic (coinvolto anche Cubo Teatro) ed è stato ripreso dalla videocamera di Stefano Carena. Il regista, infatti, monterà un documentario che sarà utilizzato come biglietto da visita per presentare il progetto. «Cercherò di creare un prodotto – ha detto – adatto anche a chi è non troppo pratico di poesia contemporanea». I biglietti sono già in vendita a Off Topic e su EventBrite e costano 5 euro, oltre ai diritti di prevendita.

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