Circolo della musica: il programma dei concerti 2019. Le anticipazioni - Torino

Circolo della musica: il programma dei concerti 2019. Le anticipazioni

2019-07-22 16:14:20

Venerdì 22 novembre 2019

Ore 21:30

© Pixabay

Torino - Iniziava nel febbraio 2019 il nuovo viaggio del Circolo della musica di Rivoli, ex Maison Musique: una stagione lunga 17 eventi con 11 sold out e leggende della musica nazionale e internazionale tra suono alternativo, elettronica, artisti fuori dalle rotte tradizionali, e cantautori che si sono confrontati faccia a faccia.

Quattro rassegne in una, ciascuna con un filone tematico particolare, per una programmazione che ha raccolto un pubblico trasversale, sia anagraficamente che geograficamente. Da settembre a dicembre 2019 saranno altri quattro i percorsi curati dal direttore artistico del Circolo della musica Gianluca Gozzi, per una nuova stagione di musica dall’Italia e dal mondo che sorprenderà gli ascoltatori.

Il Circolo della musica si conferma lo spazio per chi è curioso e cerca esperienze che vadano oltre le convenzioni, in un centro riqualificato e curato, dove il pubblico può godere della comodità di un luogo accogliente, con cocktail bar e spazi di incontro. Apprezzato anche il servizio navetta gratuita, attivo per tutti i concerti, e riconfermato per i prossimi live.

La seconda stagione di live prenderà via a settembre 2019, in via Rosta 23, Rivoli. Come anticipato, è confermata la suddivisione dei concerti in quattro nuove rassegne, intreccio di suoni, sguardi, parole e storie. Il Bel Paese, dedicata a quanto di più interessante, originale e innovativo emerge nell’enclave musicale nostrana; Girls just wanna have fun, viaggio ampio e pieno di sorprese nell’universo della musica al femminile; Figli delle stars, sulla musica indipendente internazionale, capace di raccontare nuovi orizzonti dove gli altri costruiscono muri; e infine spazio a Soulful Songwriters, esperienze d’ascolto curate dal musicteller Federico Sacchi, per scoprire o riscoprire tre figure straordinarie e imprescindibili della black music.

Tra i primi nomi confermati, Uzeda, sabato 28 settembre, ore 21.30, band di Catania, la cui musica è paragonabile al vulcano che adombra la città siciliana: musica ardente come lava fusa ed esplosioni di rumore per un rock intransigente, appassionato e onesto. Quocumque jeceris stabit è il loro nuovo album, uscito il 12 luglio 2019, otto nuove tracce di puro Uzeda sound, sapientemente registrato e mixato da Steve Albini e masterizzato al Chicago Mastering Service da Bob Weston.

Attesi i Jennifer Gentle, venerdì 8 novembre, ore 21.30, rock band psichedelica, la prima in Italia a firmare un contratto con la leggendaria etichetta di Seattle, Sub Pop Records, che ha scritturato, tra gli altri, i Nirvana. Dall’esordio nel 2001 con I Am You Are, i JG sono tra le band italiane più conosciute all’estero, annoverando tra i propri fan Graham Coxon e Jarvis Cocker. Fermi da ormai quasi un decennio, i JG, guidati da Marco Fasolo, ora in tour con gli I Hate My Village, tornano sulle scene con un nuovo album di inediti in uscita in autunno per La Tempesta Dischi. Si chiamerà semplicemente Jennifer Gentle, e arriverà a 9 anni di distanza dal precedente Concentric.

Irriverenti, coraggiose, magnetiche. Sono le donne in musica, protagoniste della rassegna al femminile che ruba il titolo alla canzone resa celebre da Cyndi Lauper, inno colorato e chiassoso del femminismo Anni Ottanta. Tra rock ed elettronica, una serie di autoritratti di donne di talento, caparbie e creative. Una staffetta di voci diverse e affascinanti, che comincia con Dillon, giovedì 10 ottobre, ore 21.30, unica occasione per vedere dal vivo la straordinaria artista, cantante e pianista di origini brasiliane, ora residente a Berlino. La sua voce morbida e seducente è inconfondibile, come la sua musica, che dal suo esordio This Silence Kills del 2011 non smette di far parlare di sé.

Seconda artista confermata, una delle più stravaganti songwriter di oggi. È Joan As Police Woman, venerdì 22 novembre, ore 21.30 che torna con Joanthology, multi-album che contiene i suoi migliori successi ma anche brani inediti. Multistrumentista, ha collaborato tra gli altri con Nick Cave e Rufus Wainwright. Ha scelto per sé un nome che si ispira ai polizieschi Anni Settanta e questo slogan: Beauty is the new punk rock.

Nel titolo della rassegna dedicata alle musiche indipendenti risuona una delle più belle canzoni italiane degli ultimi quarant’anni, Figli delle stelle di Alan Sorrenti, registrata tra l’Italia e la California nel 1977 con la collaborazione di artisti di fama internazionale. Attraversando le generazioni, narra ancora oggi quello che siamo: esseri universali, fatti della stessa sostanza degli astri, senza limiti né confini. Dichiara, quindi, il nostro appartenere al mondo. Gli artisti che si avvicendano sul palco del Circolo della musica sono quelli che più sanno come eludere le convenzioni per inventarne di nuove, capaci di raccontare orizzonti, superando le frontiere. Figli delle stars è una rassegna internazionale, pensata per abbattere ogni tipo di barriera.

Il primo live confermato è quello di The Strumbellas, sabato 5 ottobre, ore 21.30, band folk-pop canadese, formatasi a Toronto nel 2008. La fama internazionale è arrivata nel 2016 grazie al singolo Spirits, da oltre 58 milioni di visualizzazioni su YouTube, e ora The Strumbellas tornano con il disco Rattlesnake, pubblicato per Glassnote Records.

Sono tre esperienze di ascolto curate dal musicteller Federico Sacchi, che raccontano, attraverso tre figure imprescindibili, l’emergere della figura del singer/songwriter. Infatti, fino alla fine degli Anni Sessanta, nell’industria della musica soul americana, le competenze erano ben definite: c’era chi si occupava di scrivere canzoni e chi di interpretarle. Quelli che in Italia sono chiamati “cantautori” vennero inizialmente guardati con sospetto dal music business, pionieri la cui musica all’epoca non venne compresa completamente.

Soulful Songwriters racconta la storia di tre di questi pionieri. Tre figure fondamentali per l’evoluzione della black music, visionari dimenticati o mistificati dal grande pubblico, spesso liquidati come “nomi di culto”, che in realtà hanno influenzato con la loro musica e le loro parole alcuni dei più grandi artisti degli ultimi 30 anni. Sono Donny Hathaway, genio puro afflitto dal disagio mentale, Terry Callier, mistico che con la sua volontà ha saputo rinascere artisticamente tre volte, e Bill Withers, self made man che per un istante ha incarnato il sogno americano.

La prima esperienza di ascolto è giovedì 26 settembre, ore 21.30. È Donny Hathaway – Ritratto di un Genio interrotto, artista che con la sua musica ha toccato il cuore di milioni di persone ed ha esercitato un’influenza enorme su generazioni di artisti.

Ma non finisce qui, perché Torino Spiritualità, il festival che da quindici anni invita a indagare se stessi e il proprio tempo attraverso l’incrocio di fedi, culture e religioni, sarà anticipato dal  live di Efrim Manuel Menuck e Kevin Doria are Sing Sinck, Sing + Stefano Pilia al Circolo della Musica. Lunedì 23 settembre, ore 21, sul palco il primo progetto comune dei due artisti, è Sing Sinck, Sing, tra presenze notturne e presentimenti di disastri imminenti. Efrim Manuel Menuck, già Godspeed You! Black Emperor, Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra e Kevin Doria, già Growing e Total Life, restituiscono il frutto della propria collaborazione in un live che restituisce in musica la lotta contro il moderno oblio delle coscienze. A loro si aggiunge Stefano Pilia, chitarrista e compositore elettroacustico.

Approfondisci con: Maggiori informazioni sull'evento e biglietti per Joan As Police Woman in concerto

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