Attualità Torino Venerdì 18 gennaio 2019

Pietre d'inciampo a Torino: 15 nuove installazioni per il Giorno della Memoria 2019

© Karin Richert

Torino - Diventeranno 108 le Pietre d’inciampo di Torino, dall’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig, che da anni gira l’Europa per installare questi piccoli quadratini d’ottone nei marciapiedi, a segnalare il luogo in cui, durante la Seconda guerra mondiale, delle persone sono state deportate dalla furia nazifascista. Oppure dove hanno abitato e dove raramente hanno fatto ritorno. Il 22 gennaio, il Museo Diffuso della Resistenza provvederà all’installazione di altre 15 pietre sul territorio di Torino, posizionate personalmente da Demnig.

«L’episodio gravissimo del recente furto delle pietre d’inciampo a Roma – commenta Guido Vaglio, direttore del Diffuso – ne conferma la necessità e l’importanta, un monito per il presenze, contro la negazione dei diritti umani. È un’azione di public history volta alla costruzione di una cittadinanza consapevole, attiva e vigile». E martedì le installazioni partiranno da corso Spezia 55 alle 9.30, dove sarà installata la Stolpersteine in ricordo di Enrico Mellano, poi toccherà a Vittorio Foa (ore 10, corso Vittorio Emanuele II 40), Luigi Scala (10.30, piazza Vittorio Veneto 13), Luigi Bachi (11.15, via Vigone 54), Abramo e Rosa Segre (11.45, via Duchessa Jolanda 27 bis).

La cerimonia ufficiale sarà alle 12, in via San Donato 27, per la pietra dedicata a Vittorio Staccione. Nato nel 1904 a Torino, Staccione giocò a calcio in diverse squadre a livello nazionale (Torino, Fiorentina, Cremonese), arrivando a vincere lo Scudetto nella stagione 1926/1927 con la maglia granata, poi si trasferì a Firenze prima di tornare in terra sabauda. Lavorò alla Grandi Motori Navali Fiat e fu antifascista. A causa della sua partecipazione agli scioperi del 1944, fu arrestato il 12 marzo dello stesso anno e portato al centro di raccolta di Bergamo, dove arrivarono diversi deportati dalle fabbriche del Nord Ovest. Arrivò al campo di concentramento di Mauthausen il 20 marzo. Morì un anno dopo, il 16 marzo ’45, per le conseguenze di una ferita alla gamba causata dalle percosse dei nazisti.

«Anche in occasione del Giorno della Memoria di quest’anno – aggiunge Dario Disegni, presidente della Comunità ebraica di Torino, che collabora all’evento – nuove pietre d’inciampo verranno posate dall’artista Gunter Demnig. Altre storie verranno fatte rivivere, altri perseguitati e trucidati interpelleranno con il loro nome in ottone la coscienza civile dei passanti». La posa delle pietre, dopo la cerimonia pubblica, proseguirà con la Stolpersteine in ricordo di Livia Deutschova (ore 14, via Garibaldi 53), poi toccherà a Giuseppe Abramo Levi (14.15, via della Consolata 1 bis), quindi a Natalia e Vittorio Tedeschi insieme a Bice Sacerdote in Tedeschi e a Celestina Muggia in Sacerdote (14.45, corso Regina Margherita 89), per concludersi con Dante e Aldo Momigliano (15.15, via Fontanesi 38).

L’iniziativa si svolge per il quinto anno consecutivo e coinvolge anche l’Aned Torino, il Goethe-Institut Turin e il Polo del’900, sotto l’Alto Patronato della Presidenzza della Repubblica Italiana, ma vede il contributo del Comitato per la Resistenza e la Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte e della Città di Torino. «Abbiamo bisogno di tenere vicino a noi – sottolinea Nino Boeti, presidente del Consiglio regionale – la memoria del dolore di donne e uomini strappati dalle loro case per essere avviati alla morte. Le pietre d’inciampo ci impediscono di dimenticare e sono da monito affinché il passato non si ripeta».

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