La Sinfonica allo Studio #2: Maggi, Haydn, Zago

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Lunedì16Gennaio2023
Evento terminato

Lunedì 16 gennaio 2023 alle ore 20.30, presso il Teatro Studio Melato di Milano si svolge il secondo dei tre concerti in collaborazione con il Piccolo Teatro inseriti nella stagione dell'Orchestra Sinfonica di Milano.

Sotto la direzione di Enrico Lombardi, l'Orchestra Sinfonica di Milano presenta un programma che propone ben due prime assolute: Am Abend (La Sera) per soprano e grande orchestra di Dario Maggi, e Tropfen II per orchestra sinfonica, composizione di Vittorio Zago, oltre alla Sinfonia n. 49 in fa minore La Passione Hob:I:49 di Franz Joseph Haydn.

Am Abend (La sera) per soprano e grande orchestra composto da Dario Maggi è un lavoro di altrettanto interesse. Il testo di Georg Trakl (grande poeta della finis Austriae, 1887-1914) che Maggi ha deciso di mettere in musica è l’ultima poesia dell’autore (titolo Grodek,“Am Abend è l’incipit), ed è interpretato dal soprano Laura Catrani. Grodek è il nome della località in Prussia orientale in cui si è combattuta una delle prime grandi battaglie della Prima Guerra mondiale. Trakl, in servizio presso l’esercito imperiale come infermiere, si trovò, dopo la battaglia, a curare decine di soldati orrendamente feriti e non resistette al trauma: la sua morte è da attribuirsi a una probabile intossicazione volontaria da cocaina. Il testo rappresenta uno straziato commento ai disastri della guerra, e rivolge al futuro uno sguardo quasi privo di speranza, alternando, come spesso in Trakl, imprecazioni esasperate e momenti di sommesso dolore.

Vittorio Zago, compositore classe 1967 formatosi con Azio Corghi e Bruno Bettinelli, cerca con Tropfen II di attuare una profanazione dei rituali che tradizionalmente connotano i concerti di musica classica, complice l’atipica disposizione dell’orchestra sul palco e l’utilizzo di strumenti non consueti come armoniche a bocca e tubi corrugati. Un brano orchestrale per 59 elementi, quasi il doppio rispetto ai 32 di Tropfen I, brano che fu commissionato allo stesso Zago dai Brandenburger Symphoniker, che ottenne un unanime consenso di pubblico e critica. Oltre all’orchestra e al direttore, sul palco c'è un metronomo, che scandisce una sorta di tempo parallelo. L’uso di 24 armoniche a bocca, affidate agli archi, per creare delle sorte di cluster triadici, come delle armoniche che poi, grazie all’utilizzo dei tubi corrugati, si spostano verso il retro dell’orchestra, che sarà in una disposizione inusuale.

In questo contrappunto di prime assolute, un intermezzo in cui voliamo indietro di più di due secoli, con la Sinfonia n.49 in Fa minore di Franz Joseph Haydn, La Passione, lavoro sinfonico in cui emerge con prepotenza l’Haydn ricercatore, che esprime battuta dopo battuta il desiderio di spingersi oltre i confini tradizionali di un genere legato al piacevole intrattenimento nobiliare. È in questo periodo che la sinfonia assume il ruolo di terreno privilegiato per sperimentare un linguaggio più espressivo ed emozionalmente pregnante. Haydn conferisce alle sinfonie di questo periodo un carattere spesso carico di un'intensa drammaticità che, potrebbe dirsi, aderisce all'estetica dello Sturm und Drang. Questa inclinazione è stata letta come conseguenza dell'isolamento in cui il compositore si trovava da quando aveva seguito il principe Nikolaus nella sua nuova residenza, dove si sarebbe trattenuto - praticamente tagliato fuori dal mondo - fino al 1790. Lavoro sinfonico dal carattere scuro, la Sinfonia n. 49 in fa minore rappresenta l’ultima delle sinfonie di Haydn che adottano la forma arcaica della sonata da chiesa, con un movimento lento in apertura.

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