Mondrian a Milano, al Mudec la mostra Dalla figurazione all'astrazione: info, orari e biglietti

Mondrian a Milano, al Mudec la mostra Dalla figurazione all'astrazione: info, orari e biglietti

Mostre Milano Mudec - Museo delle Culture Martedì 23 novembre 2021

© Giorgia Petani / mentelocale.it
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Milano - Dal 24 novembre 2021 al 27 marzo 2022 al Mudec - Museo delle Culture di Milano è aperta al pubblico la mostra Dalla figurazione all’astrazione dedicata all’artista olandese Piet Mondrian. Prodotta da 24 Ore Cultura - Gruppo 24 Ore e promossa dal Comune di Milano / Cultura, la mostra è stata realizzata con la collaborazione del Kunstmuseum Den Hag: il museo olandese ha dato in prestito al Mudec ben 60 opere, scelte tra quelle di Mondrian, degli artisti della scuola dell’Aja e dei designer De Stijl. In mostra sono presenti anche due opere di Mondrian provenienti dal Museo del Novecento di Milano.

Piet Mondrian nacque nel 1872 ad Amersfoort, città in cui cominciò la sua carriera di insegnante di italiano e luogo dove iniziò a coltivare la sua passione per la pittura. Dal 1892 al 1895 Mondrian si istruì presso la Rijksakademie van Beeldende Kunsten ad Amsterdam. L’artista, durante il suo tempo libero amava disegnare i paesaggi appena fuori dalla città. Dal 1900 iniziò a sperimentare nuove forme e nuovi colori dando così i primi segni della sua natura artistica molteplice e innovativa. L’arte di Mondrian partiva della tradizione del paesaggio olandese con lavori per la maggior parte naturalistici ed impressionistici. Nel corso degli anni, la sua pittura subì nuove declinazioni e contaminazioni stilistiche, fino ad arrivare alle opere del periodo cosiddetto astratto. Gli stessi campi, fiumi e mulini rappresentati nel primo periodo figurativo subirono inevitabili variazioni.

Il pittore, nel 1912 dopo aver consolidato il suo bisogno di innovare e di sperimentare, si trasferì a Parigi. Influenzato da Picasso e Braque, iniziò a rendere cupe e grigie le sue opere, fino ad arrivare a ridurre la sua arte a linee rette, colori primari e piani rettilinei. Da questo momento, Mondrian chiamò il suo stile Neoplasticismo. Il Neoplasticismo influenzò notevolmente anche il mondo del design, ne è un esempio la collezione-tributo di Yves Saint Lauerent del 1965. In mostra al Mudec si può proprio approfondire il ruolo centrale nel campo del design avuto dall'artista olandese grazie a tre risvolti dell’Effetto Mondrian, un progetto curato dalla storica del design Domitilla Dardi.

Il percorso espositivo è suddiviso in aree tematiche. Percorrendo le sale del museo è possibile osservare la progressiva evoluzione stilistica di Mondrian e quanto il suo lavoro abbia accolto al suo interno diversi saperi. Per citarne alcune: la filosofia, la teosofia e il jazz, musica con la quale trovò numerose analogie all’interno dei suoi quadri. Negli anni in cui si fecero notare i rumoristi, Mondrian trovava nel jazz elementi comuni alla pittura come l’intuizione, l’improvvisazione, ma soprattutto un punto di rottura: il Neoplasticismo non faceva riferimenti al mondo naturale, e così anche la musica jazz, perché libera da ogni convenzione. All’interno della mostra si può osservare la suggestiva installazione sul rapporto tra le opere neoplastiche di Mondrian e la musica, progetto a cura di Storyville.

La pittura di Mondrian è figlia di una continua ricerca e di una perenne investigazione sul mondo. Nelle sue opere non esiste un prima e un dopo, ma esiste, invece, una continuità tra il passato e il futuro, tra il materiale e il sensibile. È lui stesso a scrivere: Per me non c’è differenza tra i primi e gli ultimi lavori: fanno tutti parte della stessa cosa. Non sento differenza tra il vecchio e il nuovo nell’arte come tale, ma come continuità. Mondrian si definiva un realista astratto proprio perché nella sua arte è possibile scorgere un connubio e una fusione tra realismo e astrattismo, senza che l’uno imprigioni l’altro.

Nella sua ultima fase pittorica, Mondrian attuò una progressiva riduzione degli elementi, ed è in quell’apparente riduzione che si amplifica e si veste di significato la sua opera. L’artista non sente l’esigenza di rappresentare una trama o una narrazione fitta di elementi, non è un’arte decorativa o accessoria. Mondrian riduce ai minimi termini l’essenza delle cose perché è proprio lì che vuole arrivare. Le opere dell’ultima fase di Mondrian stimolano il visitatore poiché è obbligato ad andare oltre i classici elementi figurativi. È tra gli spazi di quelle linee, nella lucentezza del colore che il pubblico deve guardare. Tra le fessure di quegli spazi solitamente inesplorati nel mondo quotidiano, ma esperibili grazie all’immaginazione, che bisogna andare a cercare il senso dell’arte di Mondrian. Ed ecco così che il concetto di astratto assume una connotazione differente, perché quelle non sono linee approssimative, inserite a caso senza premeditazione. Sono linee che si impongono, che si intrecciano, che si incontrano. E l’arte di Mondrian è l’arte dell’incontro, dove stili diversi comunicano tra loro in perfetta armonia.

Nel quadro Devozione del 1908, Mondrian disegnò una giovane di profilo dai capelli rossi in cui con gli occhi all’insù sembra guardare altrove. La camicia indossata dalla ragazza è dello stesso colore del muro che le fa da sfondo. Questo gioco di colori, in cui il soggetto si fonde con il contesto sembra anticipare l’avanguardia creativa visibile nell’opera Composizione II, disegnata venti anni dopo nel 1929. Quest’ultima opera astratta rappresenta linee e colori come il rosso, il giallo, il bianco e il blu. Le spesse linee nere diventano cornice di nuovi soggetti. Le linee unendosi danno vita così a forme geometriche. L’una si fonde, si inquina, si unisce con l’altra. Ancora una volta, nell’arte del pittore il soggetto non è mai quello che sembra, perché tutto, in quell’apparente confusione di colori che si mischiano e di linee che si intersecano, assume un significato preciso.

Mondrian in mostra al Mudec: info, orari, biglietti

La mostra è visitabile nei seguenti orari di apertura: lunedì dalle 14.30 alle 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 10.00 alle 19.30; giovedì e sabato dalle 10.00 alle 22.30 (il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura). Aperture/chiusure straordinarie: martedì 7 e mercoledì 8 dicembre (Sant'Ambrogio e Immacolata Concezione) dalle 9.30 alle 19.30; venerdì 24 dicembre (Vigilia di Natale) dalle 9.30 alle 14.00; sabato 25 dicembre (Natale) dalle 14.30 alle 19.30; domenica 26 dicembre (Santo Stefano) dalle 9.30 alle 19.30; venerdì 31 dicembre (San Silvestro) dalle 9.30 alle 14.30; sabato 1 gennaio (Capodanno) dalle 14.30 alle 19.30: giovedì 6 gennaio (Epifania) dalle 9.30 alle 22.30.

I biglietti per la mostra Piet Mondrian: dalla figurazione all’astrazione sono in vendita ai seguenti prezzi: intero 14 euro (open 16 euro + diritti di prevendita); ridotto 12 euro per visitatori dai 14 ai 26 anni, over 65, persone con disabilità; ridotto speciale 8 euro per bambini dagli 8 ai 13 anni e, solo il martedì, per gli studenti universitari muniti di tesserino; ingresso gratuito per bambini minori di 6 anni. Per ulteriori informazioni telefonare al numero 02 54917.

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