Cinema dopo il Coronavirus: «Streaming e sale possono convivere». L'intervista a Matteo Pavesi - Milano

Cinema dopo il Coronavirus: «Streaming e sale possono convivere». L'intervista a Matteo Pavesi

Film Milano Venerdì 8 maggio 2020

Matteo Pavesi

Milano - La Fondazione Cineteca Italiana di Milano non si è fermata nemmeno ai tempi del Coronavirus. Anzi, i cinefili e i curiosi hanno riscoperto il suo immenso archivio - il più antico in Italia - grazie alle proiezioni gratuite in streaming online e all'attività didattica, con incontri in diretta streaming per insegnanti e studenti.

La cultura, dunque, non si arrende e pensa alla rinascita. Matteo Pavesi, direttore della Cineteca Italiana e del Museo Interattivo del Cinema (Mic), guarda al futuro con positività: «Quello che è successo è stato un necessario acceleratore tecnologico. La nostra piattaforma streaming è nata a gennaio 2020, quindi prima del lockdown, ma era riservata a un pubblico di nicchia, interessato ai materiali cinematografici storici. Nel periodo di quarantena siamo passati da circa 300 presenze a 4 milioni di visualizzazioni al mese. Abbiamo quindi modificato l'offerta della piattaforma, per facilitare l'accesso a tutti. Oltre ai materiali d'archivio, oggi proponiamo anteprime, percorsi cinematografici (ad esempio lo speciale Milano riapre, ndr), cinema di animazione. E questo è solo l'inizio».

Nel futuro prossimo della Cineteca Italiana di Milano c'è il primo festival di cinema in streaming, dedicato al cinema svizzero contemporaneo: «Il festival Il cinema svizzero contemporaneo: i film che non ti aspetti, che conta su una giuria social, propone film realizzati in un paese virtuoso, la cui produzione non arriva però in Italia: si tratta di ua cinema internazionale, in più lingue. A partire da mercoledì 13 maggio, e per una settimana, presentiamo sulla piattaforma streaming della Cineteca Italiana 20 film in anteprima». Non mancheranno presentazioni live, documentari e lungometraggi drammatici e di genere commedia in anteprima, un omaggio al fotografo svizzero René Burri, un omaggio al regista svizzero Lionel Baier e un appuntamento con il grande cinema muto.

Il futuro del cinema è in streaming? «L'unico modo per proporre al pubblico i nostri materiali d'archivio - dalle sigle ai materiali brevi, ma preziosi - è la piattaforma streaming: in sala sarebbe impossibile; poi ci sono film che, grazie alla rete, hanno conosciuto una nuova giovinezza. Nel futuro vedo un doppio binario: i film continueranno ad essere proposti nelle sale, ma anche in rete; le due modalità possono convivere. Quello che è successo ci ha permesso di capire meglio le potenzialità delle tecnologie che abbiamo a disposizione. Andare al cinema è un privilegio, che ci permette di trascorrere una serata piacevole e di godere di un film in un'atmosfera unica. Chi non può uscire, o torna tardi dal lavoro e non ha il tempo di raggiungere la sala, può usufruire dello streaming. L'importante è coltivare i propri interessi».

Per il cinema del futuro in molti stanno ragionando sul ritorno al drive-in. Matteo Pavesi sorride: «Questa idea mi fa simpatia, perché quello del drive-in è un mito alla Fonzie. Però noi non abbiamo la decappottabile, e il drive-in a Milano vorrebbe dire guardare un film chiusi in macchina, con l'aria condizionata, nel caldo estivo: non mi piace. Allora meglio ripensare al cinema all'aperto, magari in un grande parco e ben distanziati». La struttura del Mic comprende un bel terrazzo, dove l'estate scorsa sono state proposte proiezioni al chiaro di luna: «Stiamo pensando a come utilizzarlo, ma il progetto è work in progress».

Dal 18 maggio il governo ha previsto la riapertura dei musei: il Museo Interattivo del Cinema sarà di nuovo visitabile? «Stiamo lavorando a nuove app e allestimenti», spiega Matteo Pavesi, «Naturalmente, quando sarà il momento, non mancheranno guanti e mascherine, ma credo che, prima di entrare di nuovo in un museo, le persone debbano riprendere la socialità. Non è ancora tempo».

E cosa sarà dell'altro gioiello curato da Pavesi, la Biblioteca di Morando Morandini? «Stiamo lavorando al progetto Sistema Mic, che punta ad accorciare le distanze tra i due archivi della Fondazione Cineteca Italiana accolti preso il Museo Interattivo del Cinema e la Biblioteca di Morando, creando una videoteca consultabile anche online e offrendo un nuovo modo di fruire del suo patrimonio sia filmico che documentale».

E pensando al futuro non si può non parlare dei giovani, a cui la Fondazione diretta da Matteo Pavesi ha sempre riservato un'attenzione particolare: «Durante il lockdown le proiezioni e gli eventi in streaming proposti sulla nostra piattaforma sono stati seguiti per lo più da persone tra i 20 e i 35 anni. Questo per noi è un ottimo segnale, che ci spinge a rivolgerci sempre di più ai giovani. Il prossimo progetto del Mic per le scuole sarà un festival che unisce il cinema ai games e il coinvolgimento dei giovani sarà a livello europeo. Uno dei miei sogni per il futuro? Offrire, insieme alla programmazione cinematografica del museo, momenti di games collettivi, in loco oppure a distanza».

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