Come cambia piazzale Baiamonti: una nuova piramide tra filari di alberi e mura spagnole - Milano

Attualità Milano Venerdì 8 novembre 2019

Come cambia piazzale Baiamonti: una nuova piramide tra filari di alberi e mura spagnole

© Herzog & De Meuron
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Milano - Là dove c'era un distributore di benzina, e alcuni secoli prima le mura dell'antica Milano, domani ci sarà un progetto architettonico di respiro internazionale, oltre a una diffusa area verde alberata tra viale Crispi, viale Pasubio e i Bastioni di Porta Volta.

È questo il futuro di piazzale Baiamonti, presentato dall’Amministrazione, la Sovrintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio e i progettisti dello studio Herzog & De Meuron, che hanno disegnato l’edificio della Fondazione Feltrinelli e la seconda piramide che sorgerà nell’area adiacente lungo viale Montello, alle spalle del casello daziario. 

Ma andiamo con ordine. La riqualificazione di piazzale Baiamonti rientra nell’ambito del Piano Integrato di Intervento riguardante le aree comprese tra i viali Pasubio, Montello, Crispi, Bastioni di Porta Volta e lo stesso piazzale, approvato dall’Amministrazione nel 2010, che prevedeva la realizzazione di un progetto di elevata qualità architettonica firmato dallo studio Herzog & De Meuron. Si tratta dell’edificio della Fondazione Feltrinelli, completato nel 2016 e in poco tempo diventato uno dei simboli del nuovo skyline di Milano, che originariamente avrebbe dovuto specchiarsi su una piramide gemella lungo un’area comunale di viale Montello, dove per quasi 60 anni è stato attivo un distributore di benzina. Le bonifiche eseguite da Tamoil Italia Spa, in seguito alla dismissione dell’impianto di distribuzione di carburanti nel 2017, hanno portato alla luce le vestigia dei bastioni delle mura spagnole.

Durante lo smantellamento della Tamoil sono affiorati appena sotto il massetto cementizio della pavimentazione a 40 centimetri di profondità tratti significativi del bastione delle mura spagnole a sinistra della Porta Comasina. È la cuspide più avanzata delle mura spagnole a nord, sulla via Comasina, il primo baluardo a destra del Castello. 

I resti rinvenuti permettono di leggere la conformazione della pianta a triangolo acuto del baluardo fortificato con i suoi contrafforti interni, nota dalla cartografia storica. All'esterno correva il fossato difensivo. Altri resti corrono paralleli alla Fondazione Feltrinelli; una porzione più consistente in elevato, in mattoni e blocchi in ceppo d'Adda, è stata attentamente restaurata. Il bastione fa parte delle mura lunghe circa 11 chilometri (le più estese in lunghezza a quell'epoca in Europa), realizzate tra il 1550 e il 1560 per ordine di  Don Ferrante Gonzaga, governatore di Milano, che saldandosi alle fortificazioni a stella intorno al Castello, ampliavano la città e ne disegnavano la forma a cuore. Esse la cingevano con un fossato all'esterno e con poderose muraglie sostenute all'interno da contrafforti voltati e da un terrapieno. Perduta la funzione difensiva, nella seconda metà del Settecento gli spalti vennero trasformati in passeggiata panoramica, sistemati con giardini pensili e filari di alberi, dove passeggiare o andare in carrozza. Con l'apertura del nuovo asse verso il cimitero Monumentale si realizzarono nel 1880 sulla punta i due caselli daziari di Porta Volta di Cesare Beruto. 

La Soprintendenza è intervenuta indicando nuove prescrizioni per la futura edificazione dell’area, in modo da escludere ogni interferenza con i ritrovamenti archeologici: il progetto per il nuovo edificio è stato così modificato prevedendo una riduzione dell'area effettivamente edificabile (circa 600 metri quadrati) e dei diritti edificatori collocabili, passati da 3035 a 2816 metri quadrati di superficie lorda di pavimento con destinazione terziario. Secondo la nuova configurazione, sui 2200 metri quadrati compresi tra viale Montello e via Volta nascerà un edificio più piccolo rispetto alla Fondazione Feltrinelli, spazi pubblici per 700 mq, finalizzati alla valorizzazione degli scavi, e una nuova area verde di 550 mq adiacente al Giardino Condiviso di Lea Garofalo, l'area verde di circa 1800 mq gestita dai cittadini, che verrà preservata. Entro la fine del 2019 l’area comunale verrà messa a bando per individuare uno sviluppatore privato che realizzi l’intervento.

Come previsto da un ordine del giorno legato al Piano di Governo del Territorio approvato il 14 ottobre, inoltre, gli oneri di urbanizzazione legati alla realizzazione del progetto saranno vincolati - oltre alle sistemazioni dell'area ed alla manutenzione dei caselli già previsti dal piano - alla piantumazione di un’area oggi adibita a parcheggio lungo i Bastioni di Porta Volta e la realizzazione di un filare alberato lungo viale Pasubio.

L’Amministrazione ha già elaborato un’ipotesi di progetto per i due interventi ambientali che andranno a dialogare con il parco lineare di 3300 metri quadrati in corso di realizzazione lungo viale Crispi e la nuova area verde che sorgerà accanto alla seconda piramide. In particolare, si prevede un nuovo filare alberato di 250 metri composto da circa 35 alberi lungo viale Pasubio e una nuova area verde di circa 2000 metri quadrati lungo i Bastioni di Porta Volta. Il nuovo intervento porterà inoltre il rifacimento di tutti i marciapiedi lungo viale Montello e via Volta e il completamento del percorso ciclopedonale lungo viale Montegrappa. 

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