Concerti Milano Mercoledì 3 ottobre 2018

JazzMi 2018, date e ospiti: il programma dei concerti da non perdere

© Flickr.com / Justin de Nooijer

Milano - JazzMi approda a Milano per la sua terza edizione dall'1 al 13 novembre 2018. Il festival presenta un intenso programma interdisciplinare per declinare il jazz attraverso concerti, proiezioni, incontri di approfondimento storico e appuntamenti dedicati alla filiera produttiva dell'industria musicale jazz italiana e internazionale. Ideato da Triennale di Milano, Triennale Teatro dell'Arte e Ponderosa Music&Art e in collaborazione con l'etichetta Blue Note Milano, JazzMi 2018 ripropone Milano come punto di riferimento per la musica jazz ospitando 500 artisti e oltre 200 eventi, di cui 70 a ingresso gratuito, durante i tredici giorni totali di rassegna.

«Il jazz è un'integrazione di culture diverse, che hanno contribuito insieme a farlo nascere e crescere» racconta Luciano Linzi, direttore artistico del festival, «è una musica di tolleranza, di accoglienza, e quindi la migliore per raccontare il nostro tempo». L'identità multiculturale di JazzMi è evidente osservando la programmazione della musica live: la giovane rivelazione jazz/soul Judi Jackson (sabato 3 al Teatro dell'Arte); il talento vocale Camille Bertault tra jazz e chanson française (mercoledì 7 al Teatro dell'Arte); l'artista britannica di origini persiane Yazz Ahmed tra melodie occidentali e ritmi mediorientali (venerdì 9 al Teatro dell'Arte), e molti altri.

Un invito alla condivisione, quello di JazzMi 2018, che riecheggia nelle note del concerto d'apertura della Art Ensemble of Chicago (giovedì 1 al Teatro dell'Arte), il cui motto È la musica che suoniamo, punto è stato scelto come simbolo inaugurale della filosofia musicale senza confini musicali, geografici e culturali promossa dal festival. JazzMi vuole valorizzare anche l'importanza di Milano nella storia del jazz, sia europeo che internazionale, con appuntamenti con grandi protagonisti del jazz italiano. Ospiti al festival sono infatti personaggi come Enrico Intra (venerdì 2 al Teatro Gerolamo), Enrico Rava (venerdì 2 al Teatro dell'Arte), Bebo Ferra (domenica 4 al Teatro dell'Arte), Gianni Coscia e Daniele Di Bonaventura (domenica 11 al Teatro del'Arte), Paolo Conte (martedì 13 al Teatro degli Arcimboldi), Paolo Fresu e Lars Danielsson (domenica 4 al Conservatorio Giuseppe Verdi), James Senese (sabato 3 al Teatro dell'Arte), Stefano Bollani (venerdì 9 al Conservatorio Giuseppe Verdi) e, non ultimo, il Giuseppe Vitale Trio (mercoledì 7 al Bachelite cLab).

Il programma di JazzMi 2018 coinvolge il capoluogo meneghino allargando il festival oltre i confini del centro di Milano. «Il Teatro dell'Arte è la base di partenza per esplorare la città, dal centro a zone più esterne di Milano fino alle sedi d'università», dichiara il presidente di Fondazione CRT Teatro dell'Arte Severino Salvemini. «Da una recente ricerca abbiamo scoperto che il 50% dei nostri 70 mila spettatori annui è straniero», afferma invece Andrea De Micheli di Blue Note Milano: nel cartellone di JazzMi non mancano, dunque, i big internazionali come John Scofield (mercoledì 7 al Blue Note), Victor Wooten con il suo Trio (venerdì 2 al Blue Note), Abdullah Ibrahim (giovedì 8 al Teatro dell'Arte) Ron Carter (venerdì 9 al Blue Note), Yellowjackets (martedì 13 al Blue Note), Chick Corea (sabato 10 al Conservatorio Giuseppe Verdi), Antonio Sanchez (domenica 11 al Teatro dell'Arte), Maceo Parker (domenica 11 all'Alcatraz). E infine John Zorn e Bill Laswell (martedì 6 al Teatro Dal Verme), che hanno scelto JazzMi per esibirsi in una performance esclusiva per il loro esordio europeo.

Come anticipato, non mancano incontri dedicati ai professionisti della filiera discografica. Jazzdoit è il nucleo volto a riunire artisti, case discografiche, rappresentanti delle istituzioni pubbliche nazionali e internazionali per condividere le idee e discutere insieme del settore a livello culturale, economico e di innovazione. JazzMi si propone come festival polivalente a livello musicale, culturale e artistico: «la contaminazione è una delle caratteristiche in comune tra jazz, prosa e teatro dell'arte», chiosa Severino Salvemini, sottolineando la volontà di riunire le molteplici declinazioni del jazz sotto l'unico, grande skyline di Milano.

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