Mostre Milano Mercoledì 14 marzo 2018

Gaetano Previati: in mostra la Passione a Milano. Info, orari e biglietti

G. Previati, La via del Calvario, 1912, Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona
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Milano - C'è tempo ancora fino a domenica 20 maggio 2018 per vedere le opere di Gaetano Previati al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano. La mostra Gaetano Previati 1852-1920: la Passione presenta la Via al Calvario, recentemente acquisita dal museo e la Via Crucis, proveniente dai Musei Vaticani. Nella prima sala due opere della Passione. La prima, databile 1901-1904, è la new entry dei chiostri di Sant'Eustorgio. La seconda del 1912, appartiene alla Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona e tinge il cielo di azzurro, rinunciando al lirico monocromo originario.

Previati dipinse altre opere con lo stesso soggetto. Il pittore ferrarese si discosta dai soggetti tipici del Novecento. Mentre Otto Dix e il suo amico George Grosz quasi sfiorano la pornografia, in Italia Mario Sironi fa aspettare al porto un marinaio la sua Venere-manichino, De Chirico mette i suoi a bagno, suo fratello Savinio ritorna al mito e l'arte si fa astratta e concettuale, Gaetano Previati torna all'arte sacra e l'amico Giovanni Segantini a quella bucolica, dove la Natura è Dio.

In particolare, il pittore ferrarese indaga il rapporto della madre con il figlio durante la Passione, di cui non c'è alcun cenno nei Vangeli. In processione verso il Golgota soltanto donne velate di linee colorate e il gruppo di testa formato in realtà da uomini. Poi, al centro, il pittore inquadra le tre Marie, due figure a sorreggere la Madonna le cui mani quasi si sciolgono espressionisticamente per la morte del figlio. Le pennellate che le formano, infatti, sono tirate violentemente verso il basso, come in un senso di doloroso abbandono. Tirate in pendenza anche quelle che richiamano la salita verso Cristo inchiodato sul Golgota, ma giustiziato e luogo non si vedono, soltanto i tratti tirati in pendenza ne fanno intuire la presenza irraggiungibile per la fatica che non è fisica, ma d'animo.

ll rapporto madre-figlio torna nelle 14 stazioni della Via Crucis, dipinte nell'arco di due anni trascorsi isolato dal mondo. Quando l'ispirazione veniva a mancare, Previati smetteva di dipingere e pregava fino a ritrovarla. Se la presa di distanza dalle correnti novecentesche internazionali vale per i contenuti, il discorso è affatto diverso per la forma che rivela una notevole e matura attenzione alle avanguardie del Secolo breve. Innanzitutto ai divisionisti. Tuttavia, come Segantini, Previati non aderisce al pointillisme francese, ma i puntini vengono liricamente allungati in tratti espressionisti. Nell'Incontro con il Cireneo il braccio dell'aiutante è evidentemente sovradimensionato anatomicamente. A chi glielo fa notare l'autore risponde di esserne consapevole e di aver provato a correggerlo, ma vi rinuncia perché a risentirne è la figura del Cristo.

L'aderenza all'espressionismo di matrice austriaca si vede soprattutto in Cristo e nelle altre figure attorno alla croce nella Via Crucis: ci sono maschere munchiane fantasmatiche tra i bracci della croce trascinata a fatica, gli occhi di Cristo urlano tutto il loro strazio. La veste rossa sembra rubata a quella che indossa la Maddalena della Crocifissione del Masaccio. Alla settima stazione, dietro Cristo, si intravede un vero e proprio mostro incappucciato.

E invece il Cristo di Previati smette l'abito rosso non appena inchiodato al legno e tutto precipita nel buio. Così l'autore voleva fosse esposta la sua Via Crucis: al buio su parete rossa, a ritmo serrato una stazione dietro l'altra. Malgrado la veste rossa nelle ultime tele non ci sia più, l'espressionismo formale rimane. Il colore si riaccende quando la croce è alzata sul Golgota. La Crocefissione, infatti, si illumina d'oro, che è un giallo. Infatti, Previati, a differenza di Segantini, non usa l'oro. Nella quarta stazione torna l'incontro con la madre, non tràdito dai vangeli, ma caro a Previati. Lei ha le mani giunte e gli occhi languidi.

Gaetano Previati dipinge per sé, non ha committenti. Quando nel 1899 muore Segantini, il gallerista di quest'ultimo, Giovanni Ribisi compra le opere di Previati, ma fa fatica a venderle proprio perché non concepite in tal senso. Ribisi prova tuttavia a piazzarle con trovate pubblicitarie, scattandone, per esempio delle fotografie molto belle, esposte nell'ultima sala del percorso espositivo. A Previati le foto però non piacciono perché la pennellata è perduta, indi per cui le ripassa tutte con la punta d'argento.

La mostra Gaetano Previati 1852-1920: la Passione, a cura di Nadia Righi e Micol Forti, è visitabile, presso il Museo Diocesano Carlo Maria Martini (ingresso da piazza Sant’Eustorgio 3) dal 20 febbraio al 20 maggio 2018. Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Chiuso lunedì (eccetto festivi). La biglietteria chiude alle ore 17.30. 

Biglietti
Biglietto (Museo Diocesano + mostra + Museo di Sant’Eustorgio + Cappella Portinari + Cimitero paleocristiano): intero 10 euro; ridotto individuale 8 euro; ridotto scuole e oratori 6 euro.
Biglietto Museo Diocesano + mostra: intero 8 euro; ridotto individuale 6 euro; ridotto scuole e oratori 4 euro. 

Informazioni: 02 89420019, info.biglietteria@museodiocesano.it. Prenotazioni servizi educativi, gruppi e visite guidate: 02 89420019, visiteguidate@museodiocesano.it

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