Ensemble Dissonanzen plays Erik Satie & Man Ray + live set di Forest Swords - Inner Spaces 2025

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Auditorium San Fedele Cerca sulla mappa
Mercoledì05Novembre2025
Evento terminato

Mercoledì 5 novembre 2025 alle 20.30 all'Auditorium San Fedele di Milano (via Hoepli 3b) prosegue la stagione di Inner Spaces, la rassegna di musica elettronica e arti audiovisive dal 2012 punto di riferimento per la sperimentazione e la ricerca interdisciplinare. E lo fa presentando già uno dei momenti più suggestivi dell’intera rassegna, con l’accostamento di due visioni musicali che affondano le radici in tradizioni culturali profondamente diverse, ma condividono un senso di spiritualità e un approccio esplorativo alla materia sonora.

Il sesto appuntamento presenta un doppio percorso che esplora linguaggi visivi e sonori distanti ma affini, legati da una comune tensione verso l’insolito e l’immaginario. Un viaggio nel tempo, nella Parigi degli anni Trenta con l’arte cinematografica del surrealista Man Ray accompagnata dalla musica di Erik Satie, a volte letterale, a volte rielaborata dall’Ensemble Dissonanzen. A questo, si sovrappone un altro viaggio in un tempo arcano e oscuro, ridisegnato nell’elettronica ambient del britannico Forest Swords, che esegue il live (Deconstructed) in cui reinterpreta dal vivo il suo ultimo album Bolted e altri lavori con frammenti di voci e melodie, musique concrète, loop di nastri magnetici e riverberi da camera.

Una serata all’insegna dell’immaginazione visiva e sonora che attraversa un secolo di sperimentazione. In occasione del centenario dalla morte di Erik Satie (1925-2025), il programma si apre con la proiezione di due cortometraggi di Man Ray, icona del movimento Dada: Emak Bakia (1926) e L’Étoile de Mer (1928). Le opere, libere da ogni vincolo narrativo, evocano un cinema puro, visionario, costruito su suggestioni astratte, casualità e frammenti poetici.

Emmanuel Rudnitsky, in arte Man Ray (Philadelphia, 1890 – Parigi, 1976), è stato uno dei protagonisti assoluti dell’avanguardia artistica del XX secolo. Dopo essersi affermato come fotografo a New York, si è trasferito a Parigi nei primi anni Venti, dove è entrò a far parte della vibrante comunità artistica d’avanguardia. Qui strinse rapporti con figure come Picasso, Cocteau ed Éluard, e prese parte attiva alle sperimentazioni del Movimento Dada, condividendone lo spirito di provocazione e rottura con le convenzioni artistiche. Il suo rapporto con il cinema nacque quasi per gioco, come lui stesso racconta nella sua autobiografia, dal desiderio di dare movimento alle fotografie. Nel clima di ribellione che il Dadaismo portava con sé, Man Ray aveva già sperimentato nel 1921 la tecnica del rayograph: immagini ottenute senza macchina fotografica, attraverso l’esposizione diretta di oggetti su carta fotosensibile. Questi rayogrammi - puramente astratti e suggestivi - segnano una liberazione non solo tecnica, ma soprattutto estetica della fotografia. Il successivo passaggio al cinema gli permise di estendere questa ricerca, dando forma a un linguaggio visivo radicalmente nuovo, libero da narrazione e logiche convenzionali. I cortometraggi in programma seguono un doppio ordine: cronologico e formale, e rappresentano due fasi cruciali della sua sperimentazione cinematografica.

L’accompagnamento musicale è concepito come un percorso improvvisativo, guidato dal principio della libera associazione di idee e suoni. Questa scelta si lega idealmente all’estetica dada e surrealista, nella quale l’inconscio e il caso diventano strumenti creativi. Le musiche dell’Ensemble Dissonanzen (Tommaso Rossi, flauti; Marco Sannini, tromba; Marco Cappelli, chitarre, live electronics; Ciro Longobardi, pianoforte) partono da una ossatura centrale tratta dal repertorio pianistico di Erik Satie, recuperando così il suono tipico delle sale cinematografiche d’epoca, in cui il pianoforte era spesso l’unico accompagnamento. Ma da questa base si sviluppa una polverizzazione del materiale musicale: motivi, accordi, strutture ritmiche vengono scomposti e rielaborati attraverso tutti gli strumenti dell’ensemble, compresa l’elaborazione elettronica. Il risultato è un continuo slittamento tra sincronia e asincronia con il film, tra fedeltà evocativa al contesto storico e interpretazione libera e spregiudicata. Un gioco visivo e sonoro, che rende omaggio allo spirito stesso di Man Ray.

La seconda parte della serata è affidata a Forest Swords, artista britannico di culto nel panorama elettronico sperimentale, con il suo nuovo live set (Deconstructed). Un’immersione in geografie sonore enigmatiche, fatte di ritmi spezzati, ambient rarefatti e campionamenti distorti: un itinerario musicale intimo e perturbante, che si muove tra rovine digitali e sensibilità post-industriali.

Biglietti da 19 a 23,50 euro + commissioni. Per info: 02 86352231.

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