Yulianna Avdeeva © Maxim Abrossimow
Martedì 28 ottobre 2025, alle ore 20.45, presso la Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano (via Conservatorio 12), la stagione dei recital della Società del Quartetto oprende il via con il concerto della virtuosa del pianoforte Yulianna Avdeeva, interprete russa che unisce a un temperamento musicale estroverso e vigoroso scelte musicali raffinate.
Reduce da una tournée colossale in Cina e Corea, e all'alba della ripresa della sua attività nelle più prestigiose sale di tutta Europa, per il debutto al Quartetto Yulianna Avdeeva presenta un programma concepito come un viaggio emotivo e narrativo, da Bach a Chopin e Liszt. Una triade di compositori pur distanti nel tempo e nello stile, che condividono una profonda onestà emotiva e una ricerca della verità formale, con l’obiettivo di esaltare le qualità uniche di ciascun brano in programma, rivelando al contempo come questi compositori abbiano affrontato domande fondamentali dell’esistenza attraverso la musica.
ll concerto di Yulianna Avdeeva si apre con la Fantasia cromatica e fuga BWV 903 di Johann Sebastian Bach, del 1720 circo, tra le massime espressioni della maestria artistiche di Bach, in cui l'improvvisazione libera della Fantasia, un recitativo intensamente drammatico, si scontra con il rigore contrappuntistico della Fuga. L'opera sfrutta la recente adozione del temperamento equabile per spingersi ad attraversare l'intera estensione della scala, ponendo basi per le esplorazioni successive.
Balzando di poco più di centocinquant'anni in avanti, approdiamo sul lato più oscuro della produzione di Franz Liszt, dominato dalla presenza del demone Mefistofele, figura letteraria di origini goethiane che lo accompagnò fino alla fine. Avdeeva affronta un trittico radicale, con brani tra i più arditi e ai limiti della tonalità: la Bagatelle sans tonalité (1885) e la Csárdás Macabre (1881-1882), accomunati da una scrittura spoglia e drammatica, ricca di ambiguità tonali che anticipano le radicali innovazioni del XX secolo, e Unstern! - Sinistre, dello stesso periodo (1880-1886), un brano cupo contenente uno degli accordi più dissonanti del XIX secolo, immerso in un'atmosfera di armonia per toni interi e con un finale irrisolto. In netto contrasto, ma non meno virtuosistica, la Legende n. 2: St. François de Paule marchant sur les flots (1862-1863) evoca l’immagine del Santo che cammina sulle onde: un simbolo della fede che domina il caos, contrapponendo al nichilismo di Unstern! la sacralità e la speranza insite nella visione biblica.
Il recital si conclude con alcune delle pagine più significative di Fryderyk Chopin. L'Andante spianato et Grande Polonaise brillante op. 22 (scritta nel 1830-31 ma completata solo nel 1835) (1863) onora il virtuosismo sontuoso della gioventù romantica, mentre la Fantasia in fa minore op. 49 (1841) attinge al linguaggio dell'improvvisazione, una dimensione ben praticata da Chopin che rende evidente il suo legame, e quello della composizione, con l’opera più in generale e la Fantasia bachiana. Le 4 Mazurche op. 30 (1836-37) esemplificano la superlativa capacità di Chopin di operare una stilizzazione e una distillazione dello spirito del folklore polacco, elevando queste danze a poema lirico attraverso le più ardite sperimentazioni armoniche. Infine, i 2 Notturni op. 62 (1846), sono parte del testamento spirituale di Chopin, e mostrano l'inclinazione per un linguaggio più introspettivo, con la loro sottile ambiguità tonale che prefigura la crisi armonica del Liszt maturo.
Il concerto è dedicato dalla Società del Quartetto alla memoria del Dottor Gianni Bonadonna (1934-2005), considerato uno dei padri dell’oncologia moderna.