Addio a Marco Crippa, è morto il Pittore di Milano: chi era, opere, biografia

Marco Crippa, Milano, 1960 Marco Crippa, Milano, 1960

Milano, 14/10/2025.

Lunedì 13 ottobre 2025 è morto, dopo una lunga malattia, l’artista Marco Crippa conosciuto come Il pittore di Milano. Aveva 89 anni. Nato nel capoluogo lombardo nel 1936, si era formato all’Accademia di Brera con illustri insegnanti e aveva iniziato a dipingere sulla strada a partire dalla metà degli anni Cinquanta fino ai primi del nuovo millennio.

Ultimo degli impressionisti locali, amara dire ai suoi conoscenti e ammiratori: «tutta la mia opera è dedicata a Milano, città che tanto mi ha dato e tanto ho celebrato». Verso la fine ha invece dipinto fiori, fiori e ancora fiori, trasformando le difficoltà della sua malattia in un giardino. Del suo percorso, restano diverse decine di quadri e disegni che restituiscono una Milano straordinaria ritratta di giorno, di notte, in ogni stagione, con una pittura a spatola dal vero sincera, libera e piena di vita.

Recentemente, a oltre trent’anni dalla mostra che il Comune di Milano aveva dedicato all’artista sulle grandi piazze lombarde (1989), il Museo della Permanente aveva ospitato l'antologica Milano nelle opere di Marco Crippa: 50 anni di pittura di strada (2023/2024, a cura di Mimmo Di Marzio: dal cui catalogo edito da Prearo Editore sono prese le immagini e le notizie biografiche pubblicate in questa pagina), testimoniando così la passione di Marco Crippa per la sua città, sua unica modella. 

Nonostante gli esordi dell’artista siano legati a molteplici viaggi (Spagna, Francia, Olanda, Svizzera), Milano, sua città natale, rimase sempre l'indiscussa protagonista delle sue opere e la sua grande officina. Una città fatta di scorci immortalati nelle sue opere, prosaica e al contempo onirica, nostalgica e struggente nella sua anima popolare piena di vivacità e mistero. Negli anni Sessanta, Milano era un mondo da scoprire, capitale italiana assoluta dell’arte europea. Crippa visse appieno il decennio magico che contraddistinse il panorama culturale e, in generale, della creatività all’ombra della Madonnina. Crippa dipingeva in strada raffigurando ogni angolo della città, dai vicoli alle piazze più famose. La sera frequentava l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove il suo talento naturale trovò presto sfogo in una pittura senza regole: istintiva, esuberante, gestuale.

Coloro che lo hanno osservato dipingere (di giorno, di notte, sotto la neve), ricordano un pittore che spremeva tubi di colore direttamente sulla tela bianca, ricordano il gesto rapido, ampio e generoso della spatola e opere materiche dai forti contrasti cromatici. Le vedute che Crippa eseguiva con il cavalletto, strategicamente piazzato agli angoli delle piazze o nei vicoli pedonali del centro storico di Milano, catturavano i passanti per l’istantaneità e il respiro di una pittura abbozzata, senza l’ausilio del disegno, ma appena tratteggiata dal colore poi steso e graffiato con le spatole o con i manici dei pennelli. I suoi soggetti preferiti erano le vie, le piazze del centro, i luoghi della finanza e della moda, i monumenti, ma anche i vicoli della città vecchia, le aree diroccate, le case di ringhiera con i panni stesi, i bidoni allineati nei cortili; i Navigli, Brera, Porta Venezia, ma anche quartieri come Greco, Garibaldi, Bovisa, le stazioni, i parchi cittadini.

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