Arnaldo Pomodoro: luoghi, memorie e visioni, mostra

Arnaldo Pomodoro, Rotativa di Babilonia, 1991 © foto Carlo Orsi Arnaldo Pomodoro, Rotativa di Babilonia, 1991 © foto Carlo Orsi
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DA Sabato04Ottobre2025
A Domenica31Maggio2026

Dal 4 ottobre 2025 al 31 maggio 2026 la Fondazione Arnaldo Pomodoro (via Vigevano 9, Milano) presenta la mostra Arnaldo Pomodoro: luoghi, memorie e visioni, quarto capitolo del ciclo di mostre Open Studio avviato dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro nel 2022, con lo scopo di offrire al pubblico approfondimenti inediti sul lavoro e sulla vita di Arnaldo Pomodoro, investigando temi o momenti meno noti della produzione dell’artista, e raccontando in modo nuovo le tappe fondamentali del suo percorso. Ciascuna mostra del ciclo è il risultato di un lungo lavoro di ricerca, che ha come scopo quello di costruire ogni volta un dialogo originale tra le opere e i materiali d’archivio, e di studiare soluzioni allestitive specifiche, adeguate al racconto e agli elementi che lo compongono, conservando al contempo intatto il fascino degli ambienti dello studio dell’artista

Dopo i primi tre capitoli del ciclo - dedicati rispettivamente alle sperimentazioni spazialiste degli anni Cinquanta, ai cosiddetti anni americani (1967-1970) e alla Sfera, l’opera più iconica dell’intera produzione di Arnaldo Pomodoro - il quarto appuntamento di Open Studio propone un percorso costruito attorno ai tre temi di luogo, memoria e visione, chiavi di lettura della riflessione di Pomodoro sulla natura della scultura e sul suo rapporto con lo spazio, maturata nel corso di cinque decenni di attività, dagli anni Settanta agli anni Dieci del Duemila.

All’inizio degli anni Settanta, facendo seguito a un bilancio critico e inventivo sui suoi primi quindici anni di attività, Pomodoro comincia a sperimentare una nuova dimensione della sua pratica artistica. La scultura, non più concepita come semplice oggetto nello spazio, diventa uno «spazio definito da una serie di sculture», «uno spazio che diventi tutto scultura», un «luogo di sculture», nel quale le memorie del passato (personale e collettivo) si intrecciano e generano visioni in continuo divenire. Pomodoro non definisce una volta per tutte questo nuovo atteggiamento nei confronti dell’operazione sculturale: il discorso si sviluppa in modo discontinuo e a tratti contraddittorio, tra continui slanci e arresti, e assumendo ogni volta forme diverse, riemergendo però puntualmente nel corso dei quattro decenni seguenti.

La mostra comincia negli spazi del Cortile e del Salone, dove sono presentate una ventina di sculture - tra le quali: gli Scettri e le Rive dei mari (1987-1988), la Rotativa di Babilonia (1991) le Aste cielari (1978-1980) e i Cippi (1983-1984) - divise in due allestimenti ispirati ai display più sperimentali delle mostre presentate da Pomodoro tra gli anni Ottanta e Novanta. Forte dell’esperienza teatrale, che nel percorso artistico di Pomodoro conosce un momento di grande slancio proprio nel corso degli anni Ottanta, l’artista studia aggregazioni o dialoghi di sculture con lo scopo di restituire la suggestione di ambienti insieme concreti e ideali - come il Mediterraneo e l’Egitto, con tutto il loro portato di materialità e storie - in un «modo unitario di visione».

La mostra prosegue nello spazio della Progettazione, dedicato a un gruppo molto particolare di opere, riunite dall’artista sotto il nome di Progetti visionari. Si tratta di luoghi ideali o utopie totali, visioni sperimentali nelle quali l’interpretazione poetica di un archetipo ambientale o architetturale assume la forma di veri e propri ambienti sculturali, a volte realizzati e a volte solamente immaginati, ma sempre fortemente caricati in senso metaforico. Il percorso si snoda tra i modelli dei Progetti più rappresentativi - come il Nuovo cimitero di Urbino (1973), The Pietrarubbia Group (1975) e la Tenda fortilizio (1975-1980) - accostati a disegni, grafiche e bacheche di materiali d’archivio, utili ad approfondire e esplorare trasversalmente i temi di ricerca dell’artista. La mostra si conclude con il progetto dell’Ingresso nel labirinto (1995-2011), il più recente environnement nel quale Pomodoro riprende e rielabora nuovamente la sua ricerca attorno ai temi di luogo, memoria e visione. 

Contestualmente a Open Studio #4 ripartono da sabato 4 ottobre 2025 anche le visite e i laboratori nello studio Arnaldo Pomodoro. I laboratori, pensati sia per i bambini (3-5 anni e 6-11 anni) sia per i giovani e gli adulti, spaziano dai laboratori di scultura (come La colata di gesso: realizziamo un calco in gesso o Fare una sfera-realizziamo il calco in gesso per arrivare ad una semisfera) a quelli di stampa (Monotipi: creiamo stampe uniche oppure Il foglio come scultura: realizziamo una piccola tiratura di stampe firmate e numerate), fino ai laboratori di cartotecnica e legatoria progettati in collaborazione con il collettivo artistico Libri Finti Clandestini che propongono attività come la costruzione di una fanzine, di una storia tridimensionale/pop-up oppure di un sedicesimo rilegato a mano. Tra le attività speciali c'è poi la visita con calice nello studio di Arnaldo Pomodoro. Spazio di riflessione e di lavoro, lo studio di Arnaldo Pomodoro è il luogo d'eccezione tramite il quale conoscere la vita e le opere dell’artista. Accompagnati da una guida esperta, solo ed esclusivamente attraverso questa visita,  è possibile scoprire il laboratorio dello scultore per carpire i segreti ed indagare i molteplici aspetti della sua carriera attraverso la mostra in corso di Open Studio, in un dialogo originale tra le opere e i materiali d’archivio. I visitatori vengono accolti da un calice di vino offerto da Tenute Lunelli, la cui cantina in Umbria, denominata Carapace, è stata progettata da Arnaldo Pomodoro.

La mostra è visitabile tutti i sabati e le domeniche in orario 11.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.30) e dal martedì al venerdì in orario 9.00-18.00 solo previa prenotazione via email. Il biglietto d'ingresso costa 8 euro (ridotto 5 euro; ingresso gratuito per under 26). Maggiori informazioni sul sito della Fondazione Arnaldo Pomodoro o telefonando al 02 89075394.

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