La presidente, con Elena Cotugno e la regia di Gianpiero Borgia - Chiostri Suite

Chiostri di Santa Maria alla Fontana Cerca sulla mappa
DA Venerdì03Ottobre2025
A Domenica05Ottobre2025
Evento terminato

Venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 ottobre 2025 alle ore 21.00, nell'ambito della rassegna Chiostri Suite, presso il Chiostro di Santa Maria alla Fontana, in via Boltraffio 21 a Milano, va in scena lo spettacolo La presidente, un progetto di Gianpiero Borgia e Elena Cotugno, interpretato da Elena Cotugno e con la regia di Gianpiero Borgia (produzione Teatro dei Borgia).

La pluripremiata Elena Cotugno, veste i panni di una giovane politica di fede ecologista, affascinata dalla modernità, dal consenso social e dalla carriera, che accetta una sfida lanciata dal suo avversario elettorale: vivere un’esperienza in solitaria nella natura selvaggia, documentandola in diretta sui propri canali. Un gesto mediatico, una prova sacrificale per conquistare la fiducia del popolo, sulla scia di imprese simboliche come la celebre nuotata di Beppe Grillo nello Stretto di Messina.

Isolata dal mondo, si ritrova immersa in una realtà aspra, essenziale, che spoglia ogni illusione: la natura diventa teatro di una resa dei conti interiore. L’impresa, che avrebbe dovuto suggellare l’adesione a temi ecologici e alla sostenibilità ambientale, si trasforma in un percorso ben più radicale e spiazzante: un viaggio a ritroso nelle pieghe della propria coscienza politica.

Tappa dopo tappa, riaffiorano le contraddizioni, i compromessi, la mediazione costante tra l’ideale e il reale. È una formazione al contrario: dall’animale empatico all’animale politico. Nel silenzio e nella solitudine, la protagonista perde l’innocenza, smarrisce l’umanità e si ritrova guidata dal proprio tornaconto, mentre il confine tra bene comune e ambizione personale si dissolve. Gianpiero Borgia, attore e regista tra i più interessanti della scena teatrale contemporanea, firma una parabola civile che interroga il potere, l’identità e la solitudine. In scena una protagonista che è anche metafora del paese: alienata, iperconnessa, sospesa tra la disillusione e la ricerca - forse inconsapevole - di un’appartenenza più profonda.

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