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Milano, 21/08/2025.
Questa mattina, intorno alle 7.30, è stato eseguito lo sfratto del centro sociale Leoncavallo di Milano, in via Watteau. L’operazione, condotta dalla polizia insieme all’ufficiale giudiziario, ha colto di sorpresa gli attivisti, dal momento che la notifica ufficiale fissava la data per il 9 settembre. Gli accessi alla zona sono stati presidiati dalle forze dell’ordine.
Durante l’ispezione non sono state trovate persone all’interno degli spazi. Erano presenti l’avvocato della proprietà, la società immobiliare Orologio della famiglia Cabassi, e l’ufficiale giudiziario.
La vicenda affonda le radici in una lunga serie di rinvii: dal 2005 al 2024 si sono contati ben 133 tentativi di sgombero, tutti rimandati. La Corte d’Appello di Milano, nell’ottobre 2024, aveva condannato il Ministero dell’Interno a versare oltre 3 milioni di euro ai Cabassi per i mancati sgomberi; a sua volta il Viminale ha chiesto un risarcimento a Marina Boer, presidente dell’associazione Mamme del Leoncavallo.
Le Mamme del Leoncavallo hanno definito l’operazione “uno sfratto esecutivo”, spiegando che ci saranno 30 giorni per recuperare parte dei materiali. Con amarezza hanno constatato che “il Leoncavallo è andato”, definendo l’episodio “una tragedia”. Nei mesi scorsi l’associazione aveva manifestato interesse per un immobile in via San Dionigi, ipotizzando un possibile trasferimento.
Poche ore dopo l’inizio dello sgombero, i militanti hanno diffuso un appello via social: «Sono arrivati! Ci stanno sgomberando! Accorrete numerosi in via Watteau”». Sul posto sono arrivati alcuni sostenitori, ma la situazione è rimasta sotto controllo.
Il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini ha commentato sui social: «Decenni di illegalità tollerata dalla sinistra: ora finalmente si cambia. La legge è uguale per tutti: afuera!».
Il Leoncavallo era stato fondato nel 1975 in via Leoncavallo e già sgomberato una prima volta nel 1994, sempre ad agosto. Da allora si era trasferito nella sede di via Watteau, diventata punto di riferimento della vita culturale e politica cittadina fino a oggi.
Di Giulia De Sanctis