Arnaldo Pomodoro è morto a 99 anni: chi era il grande scultore e dove vedere le sue opere a Milano

Arnaldo Pomodoro nel 1992 al Trinity College di Dublino per la laurea honoris causa Arnaldo Pomodoro nel 1992 al Trinity College di Dublino per la laurea honoris causa

Milano, 23/06/2025.

È morto Arnaldo Pomodoro: il grande artista si è spento domenica 22 giugno 2025 nella sua casa di Milano. Oggi, lunedì 23 giugno 2025, avrebbe compiuto 99 anni. Fratello maggiore di Giò, anch'egli scultore, è considerato uno dei più grandi esponenti della scultura contemporanea italiana.

Con la scomparsa di Arnaldo Pomodoro il mondo dell’arte perde una delle sue voci più autorevoli, lucide e visionarie. Il maestro lascia un’eredità immensa, non solo per la forza della sua opera, riconosciuta a livello internazionale, ma anche per la coerenza e l’intensità del suo pensiero, capace di guardare al futuro con instancabile energia creativa.

La Fondazione Arnaldo Pomodoro, nata dalla sua visione e forte della direzione da lui tracciata nel corso di trent’anni, continuerà ad operare secondo la volontà del fondatore, garantendo la conservazione e la valorizzazione della sua opera, impegnandosi a diffondere il proprio patrimonio materiale e immateriale attraverso la realizzazione di mostre, eventi e iniziative in uno spazio inventivo, quasi sperimentale, di studio e confronto sui temi dell’arte e della scultura, che mira a un coinvolgimento, profondo e globale, con le persone e la società.

Poche settimane fa la sede della Fondazione, situata nei sotterranei dell'headquarter milanese della maison Fendi, in via Solari 35 a Milano, aveva riaperto il celebre libirinto di Arnaldo Pomodoro, una delle opere più suggestive dell’artista, che invita i visitatori a vivere un’esperienza straordinaria e immersiva tra i meandri di una scultura che trascende il concetto tradizionale di spazio artistico.

Nato a Morciano di Romagna il 23 giugno 1926, Arnaldo Pomodoro si è trasferito a Milano nel 1954, in zona Porta Ticinese, dove è venuto a contatto con molti grandi artisti del Novecento, da Lucio Fontana a Enrico Baj. La sua fama mondiale - non solo tra gli esperti d'arte ma anche tra la gente comune - è dovuta alle sue Sfere, opere in bronzo di grandi dimensioni che si scompongono e si rompono davanti agli spettatori, che vengono così portati alla ricerca del meccanismo interno, in un contrasto tra la levigatezza perfetta della forma e la complessità celata al suo interno.


Arnaldo Pomodoro nel 1961 © Mario Dondero

Dove si trovano le Sfere di Arnaldo Pomodoro? Dove vederle? Tra le più celebri spiccano la Sfera grande nel piazzale della Farnesina a Roma (1966/67) e la Sfera con sfera (1963), presente in varie dimensioni in luoghi iconici come il Trinity College di Dublino (che gli ha conferito laurea honoris causa in Lettere), il piazzale della sede dell'Onu a New York, in piazzale della Libertà a Pesaro e nel Cortile della Pigna in Vaticano.

A Milano, in piazza Meda, è celebre il Disco Grande (1980), una delle opere più significative del percorso artistico di Pomodoro, mentre alle Gallerie d'Italia è esposto il suo Disco in forma di rosa del deserto (1993/94); al Museo del Novecento si possono invece ammirare le opere La colonna del viaggiatore (1959) e Sfera n.5 (1965). 


Disco Grande di Arnaldo Pomodoro in piazza Meda a Milano
© Yair Haklai / Wikimedia Commons

«Con la scomparsa di Arnaldo Pomodoro l’Italia perde un protagonista indiscusso e riconoscibile della scultura contemporanea», ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli: «un artista che con la sua opera monumentale e riflessiva ha saputo attraversare decenni di storia mantenendo sempre viva la tensione tra materia e pensiero. Le sue Sfere dischiuse e ferite ci parlano ancora oggi di fragilità e complessità dell’umano e del mondo».

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