Elpìs: dove nasce la speranza, mostra di Gianfranco Meggiato

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DA Venerdì13Giugno2025
A Martedì30Settembre2025
Evento terminato

L’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano presenta la mostra Elpìs: dove nasce la speranza di Gianfranco Meggiato (26 agosto 1963, Venezia) , artista contemporaneo noto per il suo stile scultoreo capace di coniugare spiritualità, materia e metafisica. Ospitata all’interno degli spazi dell’Ateneo, l’esposizione si articola nelle due sedi limitrofe di Milano, in largo Gemelli 1 e in via Carducci 28/30, rimanendo aperta al pubblico dal 13 giugno al 30 settembre 2025 (inaugurazione venerdì 13 giugno alle 18.30 in largo Gemelli, con la presenza dell’artista).

Il progetto si propone come una mostra non tradizionale pensata dagli studenti per gli studenti, ma non solo: un invito rivolto a tutti a vivere l’arte come momento di riflessione condivisa. Per questo motivo la curatela è stata affidata alle studentesse dell’Università Cattolica Arianna Bono, Matilde Cauteruccio, Matilde Dante, Maria Laura Foti, Sara Ravelli, Alessandra Mara Sartori di Borgoricco e Melania Sisinno, con illustrazioni a cura di Francesca Iperico.

L’arte, presenza discreta ma potente, accende speranza, diffonde bellezza e semina possibilità là dove prende forma. Pertanto l’università, in quanto organismo vivente, diviene uno spazio unico in cui la creatività non solo trova posto, ma fiorisce in forme inattese. É un punto d’incontro, un rifugio fertile, dove ognuno può ritrovare lo stimolo e la forza per un futuro migliore, sentendosi parte di un’energia collettiva che coopera al fine di ritrovare una positività, forse spesso minacciata dalle vicissitudini contemporanee. Così gli studenti della Cattolica si sono chiesti se la parola speranza avesse ancora un qualche significato, facendosi architetti invisibili di città future. Elpìs - dal greco speranza - vuole essere questo: una nuova città e una nuova speranza non ancora realizzata, ma che vive negli sguardi, nei sogni e nelle mani di chi, ancora oggi, vive la speranza come atto radicale.

Come nelle Città Invisibili di Italo Calvino, Elpìs non ha confini precisi: prendendo vita dall’Università Cattolica si costruisce tra un pensiero e un gesto concreto, traboccando verso l’esterno, oltrepassando i limiti istituzionali per farsi spazio condiviso, luogo di dialogo e azione. Intrecciandosi con il tessuto urbano e umano, in questo fluire, diventa così una fonte di cambiamento collettivo.


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Il progetto si sviluppa attraverso le forme fluide e meditative di Gianfranco Meggiato, interprete riconosciuto a livello internazionale per il dialogo tra arte e interiorità. Le sue opere diventano una guida attraverso questa città nascente, un invito ai giovani ad interrogarsi sulla propria idea di speranza, uno sguardo aperto, personale e collettivo, che parte dalle opere per arrivare al cuore delle domande contemporanee, sul futuro.

Le opere, esposte nei chiostri e nei luoghi di ritrovo universitari, esortano il visitatore a viverle in prima persona. L’intento dell’artista è quello di promuovere un’interazione attiva e partecipata tra il pubblico e le sue opere: le sculture, infatti, non sono pensate come oggetti da osservare passivamente, ma come elementi da esplorare fisicamente. Esse possono essere toccate e ruotate, in modo da instaurare un dialogo diretto e sensoriale tra l’opera e lo spettatore.

Sette sono le opere esposte: Il Soffio della Vita, Colpo d’AlaRisveglioIl VoloLo Specchio dell’Assoluto (in Gemelli), L’Incontro e Oltre il Finito (in Carducci). Le opere installate sono tutte bianche, a rimarcare il concetto di trascendenza e dimensione eterea, pezzi unici in alluminio realizzati con la tecnica della fusione a staffa e successivamente verniciati a forno. Ogni opera, con il suo linguaggio simbolico e visionario, accompagna il visitatore in un percorso di rinascita, speranza e riflessione esistenziale. Le forme scolpite evocano archetipi universali come il coraggio nel dolore, la tensione verso l’oltre, il risveglio dell’anima e l’incontro con l’altro, componendo una riflessione visiva sull’umano e sul suo costante dialogo con l’invisibile.

La mostra è visitabile a ingresso gratuito nei seguenti orari di apertura: 8.00-20.00 da lunedì a venerdì, 9.00-17.00 sabato, domenica chiuso (chiusura estiva dal 4 al 16 agosto). Per info 02 72343770.

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