Mercoledì 3 maggio 2025 alle ore 18.00 la Libreria Hoepli di Milano (via Ulrico Hoepli 5) ospita la presentazione della nuova edizione del libro Bambine di Alice Ceresa (Basilea, 1923 – Roma, 2001), uscita a 35 anni dalla prima pubblicazione e curata da Tatiana Crivelli sulla base di inediti materiali d’archivio. Insieme a Tatiana Crivelli interviene Laura Bosio; ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Con la distaccata curiosità di una zoologa intenta a decifrare i comportamenti di una specie animale sconosciuta, in Bambine Alice Ceresa osserva un particolare gruppo di mammiferi: una famiglia borghese del Novecento, formata da padre, madre e due figlie. Attraverso il suo sguardo scientifico, si vede come le sorelline vengano iniziate a un mondo di usanze e convenzioni, dalla corretta manipolazione delle posate alla disposizione del mobilio. A questo asfissiante schema ci si può sottrarre solo tramite ribellioni minime: momenti di sonnambulismo, disegni che satireggiano i genitori, brevi fughe nella «pericolosità del mondo». Nel seguire le bambine dalla prima infanzia all’adolescenza, Ceresa rileva e rivela i meccanismi della famiglia tradizionale, in cui ogni membro è costretto a interpretare un ruolo determinato da due indiscussi confini: il genere e l’età.
Alla prima apparizione del libro, nel 1990, non era scontato cogliere con tanta nitidezza come tali confini, intersecandosi, segnassero le vite; e nemmeno lo era affermare che i ruoli tradizionali (uomo e donna, marito e moglie, figlia e genitore) fossero, appunto, ruoli, con le loro battute e i loro costumi. Ceresa lo rende evidente creando una propria lingua.
Originaria di Cama, nel Grigioni italiano, e cresciuta tra Basilea e Bellinzona, Alice Ceresa si è trasferita nel 1950 a Roma, dove ha lavorato come giornalista, consulente editoriale e traduttrice dal tedesco. Oltre a diversi racconti, ha pubblicato La figlia prodiga (1967, Premio Viareggio Opera prima), La morte del padre (1979) e Bambine (1990, Premio Schiller), elogiati dalla critica e molto apprezzati nei circoli femministi.