Vedere l’arcobaleno, mostra di Enzo Ranieri

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DA Martedì27Maggio2025
A Domenica29Giugno2025
Evento terminato

Vedere l’arcobaleno è il reportage fotografico promosso da Edge: Leaders for Change a sostegno di Casa Arcobaleno, progetto di Spazio Aperto Servizi nato in collaborazione con il Comune di Milano che offre accoglienza a giovani persone Lgbtqia+ allontanate o discriminate dalla propria famiglia d’origine.

Nato da un’idea di Claudio Accardi, tradotta in immagine da Enzo Ranieri, con la direzione creativa a cura di Tema e gli allestimenti di Garibaldi Architects, il reportage Vedere l’arcobaleno è nato con un duplice obiettivo: raccogliere fondi per Casa Arcobaleno, attraverso un’asta benefica in programma martedì 27 maggio 2025 alle ore 19.00 presso la Casa Museo Bagatti Valsecchi (via Gesù 5, Milano), e contribuire alla diffusione di una cultura fondata sul rispetto, sull’accoglienza e sull’inclusione, attraverso una mostra fotografica in programma da domenica 15 a domenica 29 giugno 2025 presso lo spazio Atelier Cisterne della Fabbrica del Vapore (via Procaccini 4, Milano): l'inaugurazione è fissata per le ore 16.00 di domenica 15 giugno; la mostra è poi visitabile a ingresso libero tutti i giorni in orario 9.00-19.30.

Vedere l’arcobaleno è frutto di un anno di lavoro a fianco delle persone accolte e dell’équipe di Casa Arcobaleno, un percorso di ascolto e condivisione che ha permesso di restituire, attraverso le immagini, la forza e la complessità delle loro storie. Da luglio 2024, Enzo Ranieri ha documentato con la sua macchina fotografica l’impegno, la forza e la quotidianità delle persone ospiti di Casa Arcobaleno, un luogo diventato un punto di riferimento per persone Lgbtqia+ in situazioni di fragilità. Il reportage fotografico racconta momenti di vita quotidiana: gesti semplici, spesso dati per scontati, ma non sempre accessibili a chi proviene da contesti dove i legami affettivi sono stati fragili, non liberi o non riconosciuti.

Queste esperienze tornano a essere possibili grazie al lavoro dell’équipe educativa, che offre ascolto, presenza e strumenti per ricostruire una relazione con sé e con gli altri. Così si ritrova un tempo proprio, uno spazio abitabile. Le immagini non cercano l’eccezionale. Raccontano l’essenziale: sentirsi parte, condividere, stare bene. Un racconto asciutto, che restituisce il valore sottile della normalità, quando finalmente può accadere.

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