© Giuseppe Di Stefano
Dal 25 al 30 marzo 2025 la Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini di Milano (corso Buenos Aires 33) ospita Come gli uccelli del franco-libanese Wajdi Mouawad, spettacolo vincitore del PremioUbu 2024 per il miglior testo straniero portato in scena in Italia.
Potente e lacerante, Come gli uccelli racconta della storia d’amore tra Eitan, giovane di origine israeliana, e Wahida, ragazza di origine araba, in una realtà storica fatta di conflitti, dolore, odii, attentati. Un labirinto di storie, eredità dimenticate, lotte fratricide che dà vita a un’indagine emotiva sulla propria identità culturale e sulle proprie origini. Una riflessione toccante e profonda sull’amore, l’incontro e l’identità.
Disperatamente giovani e innamorati, Eitan e Wahida si conoscono a New York, in una delle scene d’incontro d’amore tra le più belle finora scritte per il teatro. A dispetto delle loro origini, il loro amore fiorisce e cerca di resistere alla realtà storica con cui i due ragazzi devono inevitabilmente fare i conti. Ma nel loro destino, qualcosa va storto sull’Allenby Bridge (in ebraico Gesher Allenby), il famoso ponte che collega (ma allo stesso tempo divide perché i controlli sono serratissimi e non a tutti è permesso il passaggio) Israele e Giordania. Eitan rimane vittima di un attentato terroristico proprio su quel ponte (luogo esimbolo) e cade in coma.
Durante il coma, in una dimensione sospesa, simbolica e potente, i piani temporali si intrecciano, si sospendono e si sovrappongono. Da luoghi diversi, infatti, arrivano, i genitori e i nonni a fare visita al ragazzo. Per tutti loro è l’occasione di guardare negli occhi la verità più nascosta, di affrontare il dolore dell’identità, il demone dell’odio, le ideologie più rigide che appartengono a ognuno dei personaggi. L’occasione per capire come resistere all'uccello della sventura che si scaglia contro il cuore e la ragione di ciascuno.
In scena un cast internazionale di attori, caratterizzato da un’eterogeneità linguistica e culturale che riproduce quel percorso di incontro verso l’altro che - per Mouawad come per il regista Marco Lorenzi e Il Mulino di Amleto - è una ragione di vita e di poetica. Agli attori - Federico Palumeri, Lucrezia Forni, Barbara Mazzi, Irene Ivaldi, Rebecca Rossetti, Aleksandar Ćvjetković, Elio D’Alessandro, Said Esserairi e Raffaele Musella Etgar - è stato chiesto di immergersi in un viaggio di conoscenza non scontato e di imparare a recitare in altre lingue (italiano, ebraico, tedesco, arabo) oltre alla propria con l'aiuto di esperti linguistici e culturali.
Orari: marterdì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.00; sabato ore 20.30; domenica ore 16.00. Biglietti: intero 34 euro; ridotto 15 euro per under 25 e 20 euro per over 65. Per info 02 00660606.