Il Museo Leonardo3 di Milano a rischio chiusura. Il direttore Lisa: «sciopero della fame e appello a Mattarella»

Aperto nel 2013 e insignito del Premio di Rappresentanza conferito dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Museo Leonardo3 di Milano è nato per offrire a scuole, famiglie e turisti un viaggio interattivo tra i modelli funzionanti delle macchine di Leonardo Da Vinci e il restauro digitale dei suoi dipinti, frutto del lavoro di ricerca del suo laboratorio. Ora a sua chiusura, oltre a rischiare di lasciare senza lavoro 25 famiglie, segnerebbe la fine di un importante centro di ricerca, rappresentando una perdita culturale per la città

Ora l’appello del museo si rivolge ora al presidente Mattarella, alla premier Meloni, al ministro della Cultura Giuli, ai vicepresidenti del Consiglio, e al presidente Fontana, e a qualsiasi esponente politico voglia accoglierlo: «invitiamo le istituzioni a visitare il nostro museo e ad aiutare ad aprire un dialogo con l’Amministrazione Comunale che si rifiuta di dialogare».

Puntuale è arrivata il 12 febbraio 2025 la replica del Comune di Milano. «L’Amministrazione non ha né l’intento né la facoltà di interrompere l’attività espositiva che è collocata negli spazi in galleria Vittorio Emanuele 11-12, regolati da un contratto sottoscritto con il Comune di Milano da un altro soggetto concessionario, anzi ha inteso salvaguardare la prosecuzione dell’attività museale quantomeno fino alla definizione del contenzioso con il concessionario. Nonostante Leonardo 3 non avesse alcun rapporto di natura concessoria e, più in generale, contrattuale con l’Amministrazione comunale, quest’ultima ha cercato di tenere un atteggiamento il più possibile conservativo e tutelante della continuità della mostra, pur ribadendo in più occasioni che le sorti della permanenza della mostra fossero collegate al procedimento di decadenza avviato nei confronti del concessionario. L’Amministrazione inoltre precisa che, al momento della scadenza del contratto in essere con il concessionario, l’assegnazione di tali spazi seguirà l’iter della procedura ad evidenza pubblica, strumento che la legislazione europea e nazionale ha individuato per una reale e trasparente difesa dell’interesse pubblico, e che il Comune sotto questa consigliatura sta applicando con rafforzata convinzione, sia nelle regole sia nelle deroghe previste, per rendere conto ai cittadini di Milano di una corretta ed efficiente gestione del suo patrimonio».

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