Madame, Madame: mostra di Laura Berger e Azadeh Elmizadeh

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DA Mercoledì13Settembre2023
A Venerdì27Ottobre2023
Evento terminato

Attenzione, la mostra è prorogata al 27 ottobre!

Dal 13 settembre al 20 ottobre 2023 presso la galleria d'arte Tube Culture Hall di Milano (piazza XXV Aprile 11b) è aperta al pubblico la mostra Madame, Madame, duo show di Laura Berger e Azadeh Elmizadeh a cura di Domenico De Chirico.

Tra corpi definiti, assommati e messi a nudo e nembosi agglomerati di immagini sulfuree, prendendo grandemente ispirazione da Il secondo sesso, saggio della scrittrice e filosofa francese Simone de Beauvoir, pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1949, questa mostra bi-personale si prefigge l'obiettivo di contribuire ulteriormente a districare quell'aggrovigliata matassa che ancora oggi ammorba l'umanità e che più propriamente riguarda la condizione subordinata della donna in tutte le sue fasi di vita, dall'infanzia al battesimo sessuale, dalla maturità alla terza età, senza esclusione di colpi.

Appellandosi graniticamente a quell'assioma secondo cuiin un mondo in cui i due sessi fossero uguali, entrambi sarebbero più liberi, la stessa de Beauvoir sostiene che è fondamentale che la donna venga necessariamente integrata appieno nella società con gli stessi diritti e doveri dell'uomo, inclusi i riconoscimenti civili, politici e giuridici e che le debbano essere conseguentemente e imprescindibilmente riconosciute tutte le conquiste che ne derivano. A tal proposito, a sostegno di questa tesi, da considerarsi come fonte primaria di ispirazione di Madame, Madame, l'attivista e politica italiana Adele Faccio, tra le prime propugnatrici del diritto all'autodeterminazione delle donne su materie riguardanti il proprio corpo, durante una delle sue più note interviste televisive, affermò con intelligibile determinazioneche noi «non siamo maschi e femmine tagliati col coltello».

L'americana Laura Berger (1979) e l'iraniana di nascita ma canadese d'adozione Azadeh Elmizadeh (1987), hanno generosamente contribuito, ciascuna secondo il proprio credo artistico, a scrivere le pagine di questo inedito capitolo espositivo.

Laura Berger intende la pittura come mezzo puro per esplorare cosa significa essere umani e più propriamente cosa significa essere vivi e connessi gli uni agli altri. Ha dapprima iniziato a dipingere come pratica terapeutica e questo continua ad essere il fondamento del suo lavoro: usa il colore come strumento di centratura, di guarigione e ciò è un modo per creare energie diverse e sfumature di vita sempre più sorprendenti; utilizza l'esplorazione narrativa e compositiva come un modo per elaborare varie esperienze e ricordi. Le piace lasciare gli elementi narrativi e ambientali volatili e aperti all'interno dei suoi dipinti cosi da poter creare una sensazione simile a quella di un sogno o di un ricordo, tra mistico emisterioso, spontaneo e suadente, sacro e profano, vita e morte. Ciò che più contraddistingue la sua produzione pittorica è l’energia sia emotiva sia psicologica che alcalinizza ogni dipinto al fine di creare storie fluide che possano includere svariate, inattese e stupefacenti connessioni. Inoltre, le figure che avvivano le sue amabili opere pittoriche potrebbero, oltremodo, rappresentare lo stesso personaggio diviso in sé diversi - ritraendo vari aspetti del sé che lavorano insieme o che sischierano l'uno contro l'altro. Per di più, alcune figure, tra quelle che sovente si sovrappongono,sono contraddistinte da una leggera trasparenza e potrebbero metaforicamente rappresentare un sé spirituale o addirittura provenire da un passato che, tuttavia, continua a farsi sentire a voce alta;

Evitando intenzionalmente ogni tipo di cesura, il lavoro di Azadeh Elmizadeh esamina come la contingenza, l’incertezza e la parafrasi analitica possano essere strategie utilizzate per minare i confini culturali prescritti e ormai inconfutabilmente anacronistici. L'intera pratica di Elmizadeh affonda le sue radici nel lento processo di stratificazione di smalti traslucidi di pittura ad olio per costruire visivamente anticipazione e incertezza temporali, dirigendosi spedita verso la dinamica dirompente del divenire. Realizza dipinti che danno continuamente l'impressione di astrazione seppur rivelando lentamente segni sottili di gesto rappresentativo. In questa nuova serie di dipinti, Elmizadeh esplora il motivo ricorrente della cornice che, a sua volta, assume molteplici forme come porte, finestre e vignette, evocando contemporaneamente l'astrazione modernista e attirando l'attenzione su un contenuto narrativo implicito, da cui deriva una commistione armonica dielementi eterogenei che in ultima istanza formano un sol tutto ricco ed omogeneo, elaboratamente supersensoriale e gentilmente euritmico.

L'inaugurazione è fissata per le ore 18.00 di mercoledì 13 settembre; la mostra è poi visitabile fino a venerdì 20 ottobre dal mercoledì al venerdì in orario 15.00-19.00 e il sabato su appuntamento. Ulteriori informazioni via email.

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