Wildlife Photographer of the Year 2026, la mostra al Museo della Permanente

The Aftermath, la foto vincitrice di Federico Veronesi The Aftermath, la foto vincitrice di Federico Veronesi
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DA Venerdì20Novembre2026
A Domenica07Febbraio2027

Il Wildlife Photographer of the Year, la mostra di fotografie naturalistiche più rinomata al mondo, torna a Milano da venerdì 20 novembre 2026 al 7 febbraio 2027 al Museo della Permanente, organizzata dall’Associazione culturale Radicediunopercento, presieduta da Roberto Di Leo, con media partner LifeGate.

La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19, giovedì e venerdì dalle 10 alle 22 (chiuso lunedì 23 novembre), 24 e 31 dicembre dalle 10 alle 18 (chiuso 25 dicembre e 1 gennaio). Chiusura biglietteria 30 minuti prima.

 

In contemporanea con l’esposizione londinese, protagoniste le cento fotografie premiate alla sessantaduesima edizione del concorso indetto dal Natural History Museum, selezionate tra il numero record di 65.403 candidature provenienti da 113 Paesi, che sono state giudicate in forma anonima da una giuria internazionale di esperti sulla base di creatività, originalità e tecnica degli scatti, e della loro rilevanza per la tutela della natura.

 

Sono immagini capaci di raccontare la natura nelle sue forme più affascinanti e sorprendenti: dai comportamenti degli animali ai dettagli del mondo vegetale, dagli habitat più remoti alle specie minacciate, fino alle conseguenze della trasformazione degli ecosistemi e del cambiamento climatico. Lo spettacolo è valorizzato da grandi cornici retroilluminate a LED che esaltano ogni dettaglio fotografico con una nitidezza e una profondità eccezionali, inoltre 25 scatti selezionati dal pubblico nell’ambito del People’s Choice, si possono ammirare in slideshow su uno schermo di 4 metri, e filmati di backstage delle fotografie vincitrici, interviste e altri contenuti legati alla mostra, sono fruibili nella sala video.

 

Il vincitore del Wildlife Photographer of the Year 2026 è il fotografo naturalista italiano Federico Veronesi, da oltre vent’anni residente in Kenya, con The Aftermath (Dopo la tragedia), realizzata nella Huab River Valley, in Damaraland, Namibia. La fotografia ritrae una femmina adulta di elefante mentre emerge dalla boscaglia portando con sé il corpo senza vita del proprio piccolo. Un’immagine di grande intensità che rivela in modo straordinariamente potente la complessità emotiva e sociale di questi animali.

 

Il titolo di Young Wildlife Photographer of the Year 2026 è stato assegnato a Oscar Whitfield, giovane fotografo dello Zimbabwe/Regno Unito, per Labour of Love (Un atto d’amore), scattata nel Parco Nazionale di Zambezi, in Zimbabwe, che mostra una femmina di scarabeo stercorario mentre trasporta una pallina di sterco, destinata al nutrimento della propria larva. Uno scatto che racchiude una storia completa e che testimonia la capacità di osservare e raccontare anche i più piccoli protagonisti degli ecosistemi.

 

Labour of Love di Oscar Whitfield

 

Federico Veronesi è inoltre protagonista di un altro importante riconoscimento: la sua Sanctuary Survivors (Sopravvissuti del Santuario), che racconta una storia di successo nella conservazione, è stata premiata con l’Impact Award 2026 e ha ricevuto la Menzione d’onore nella categoria Ritratti di Animali.

 

Si tratta di un gruppo di rinoceronti bianchi meridionali che si avvicina a una pozza d’acqua, sollevando una nuvola di polvere, fotografato nella Solio Game Reserve, il primo santuario in Kenya con un ruolo fondamentale nella protezione e nella riproduzione del rinoceronte nero, specie in pericolo critico, e del rinoceronte bianco meridionale, oltre che nei programmi di trasferimento degli animali verso altre aree protette. Le altre eccellenze italiane premiate con Menzione d’onore sono: Marco Colombo, nella categoria Subacquee, per Cave of Wonder (La grotta delle Meraviglie), realizzata in una grotta del Friuli-Venezia Giulia, dove si vede un raro proteo, anfibio tipico degli ambienti carsici sotterranei, considerato a rischio a causa dell’inquinamento delle acque; Fabio Sartori, nella categoria Arte della natura, per Swept Away (Spazzato via), immagine realizzata a Valpiana, in provincia di Grosseto, che crea l’illusione ottica di una formica sospesa in aria mentre viene trasportata dal vento su un seme; Carlo Antonio D’Aurizio, nella categoria Zone umide - la visione d’insieme, per Starling Morning Cloud (Nuvola di storni mattutina), spettacolare stormo di storni in volo sopra il fiume Tirino, in Abruzzo.

 

Ognuna delle cento fotografie esposte ha una storia eccezionale riportata nelle didascalie, arricchite dalle emozioni dell’autore durante la realizzazione dello scatto, dai dati tecnici, dalle informazioni scientifiche sulle specie ritratte e dalle citazioni dei fotografi e della giuria.

 

Un viaggio per immagini che assume un significato ancora più ampio grazie al tema della salute della biodiversità della Terra che è possibile approfondire, per alcuni degli habitat raffigurati, attraverso il Biodiversity Intactness Index (BII). L’indice sviluppato dagli scienziati del Natural History Museum misura quanto un ecosistema sia rimasto integro e individua le aree maggiormente compromesse, offrendo a ricercatori, istituzioni e decisori politici uno strumento utile per orientare le azioni di protezione e ripristino.

 

Anche quest’anno non mancano le visite guidate con Marco Colombo, naturalista e fotografo pluripremiato al Wildlife Photographer of the Year, che, il venerdì sera (18:30, 19:30, 20:30), accompagna il pubblico alla scoperta delle storie straordinarie racchiuse nelle immagini esposte. Le attività didattiche e di divulgazione scientifica per scolaresche e gruppi saranno invece curate da Verdeacqua, Impresa Sociale attiva da 25 anni nella tutela ambientale e nell’educazione alla natura.

 

Tornano inoltre le serate gratuite di approfondimento con fotografi naturalisti e divulgatori scientifici, pronti a condividere esperienze e segreti del loro lavoro, che si terranno in quattro date di sabato (alle 21). Il 12 dicembre è ospite d’eccezione Federico Veronesi che racconta il suo scatto vincente The Aftermath e altre storie africane inedite; il 16 gennaio, Marco Colombo, Bruno D’Amicis (biologo e fotografo) e Ugo Mellone (naturalista e fotografo) presentano il loro nuovo libro Mediterraneo: il lato selvaggio; il 23 gennaio, Nicolò Oppicelli (micologo, giornalista e naturalista) parla di Fungi, meraviglie della natura; il 30 gennaio, Nicola Messina (naturalista-botanico ed esploratore) svela Armi, inganni e alleanze, viaggio nelle sorprendenti strategie delle piante; il 6 febbraio, Emilio Mancuso (biologo marino) racconta Nemo’s Garden: qui si coltiva il futuro, il primo e unico sistema al mondo di coltivazione subacquea.

 

Per gli appassionati e tutti gli interessati, l’Associazione Culturale Radicediunopercento propone, come di consueto, un programma di corsi teorici di fotografia, seminari di scienze naturali, incontri di divulgazione scientifica e workshop pratici in natura, con fotografi naturalisti e importanti esperti e divulgatori, secondo un calendario che viene comunicato prossimamente.

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