Le Magasin Electrique – Atelier Luma_Assemble_©ASSEMBLE
L’architettura registra i mutamenti della società e contribuisce a orientarli. Traduce bisogni, risorse e visioni collettive in spazi, mette in relazione ciò che ereditiamo con ciò che scegliamo di costruire. A dieci anni dall’ultima mostra in Italia, il Premio per l’architettura contemporanea dell’Unione Europea – Mies van der Rohe torna a Milano.
Da giovedì 5 novembre 2026, in occasione del centoquarantesimo anniversario della nascita dell’architetto tedesco, l’ADI
Design Museum ospita la mostra dedicata all’ultima edizione del Premio: un’occasione per interrogare il presente attraverso le forme dell’abitare e dello spazio pubblico. La mostra è visitabile fino al 10 gennaio 2027.
Istituito nel 1987 e organizzato dal 2001 dalla Fundació Mies van der Rohe e dalla Commissione europea, il Premio ha accompagnato quasi quarant’anni di cultura architettonica, riconoscendo opere che hanno segnato il dibattito internazionale. Dal Banco Borges e Irmão di Álvaro Siza al terminal di Hoenheim-Nord di Zaha Hadid, dall’Ambasciata dei Paesi Bassi a Berlino di Rem Koolhaas ed Ellen van Loon / OMA al Neues Museum di David Chipperfield con Julian Harrap, fino alla Filarmonica di Stettino dello studio italo-spagnolo Barozzi / Veiga, vincitrice nel 2015, la storia del Premio restituisce una pluralità di posizioni sul rapporto tra costruzione, contesto e vita collettiva.
La mostra presenta i quaranta progetti selezionati nell’edizione 2026 dalla giuria internazionale presieduta da Smiljan Radić e composta da Carl Bäckstrand, Chris Briffa, Zaiga Gaile, Tina Gregorič, Nikolaus Hirsch e Rosa Rull, restituendo un panorama delle ricerche che attraversano l’architettura europea contemporanea. Emerge una riflessione sulla trasformazione dell’esistente: che cosa conservare, dove intervenire, come riconoscere possibilità ancora
inespresse negli edifici e nei luoghi.
Il progetto vincitore, il Palais des Expositions de Charleroi, interpreta questa ricerca attraverso il lavoro di AgwA e architecten jan de vylder inge vinck, che hanno riletto il complesso degli anni Cinquanta facendo della riparazione e del
riuso strumenti di rinnovamento. A Lubiana, gli Spazi temporanei per il Teatro Nazionale Sloveno Drama, firmati da Vidic Grohar Arhitekti e premiati nella categoria Emergenti, riattivano un complesso industriale dismesso, esplorando
la capacità di una destinazione provvisoria di generare nuove forme di infrastruttura culturale.
I due interventi sollevano una questione centrale per il progetto contemporaneo: come generare qualità attraverso la trasformazione dell’esistente, mettendo in dialogo le ragioni dell’opera originaria con nuovi usi e sensibilità. L’intervento
riconosce nell’opera una disponibilità al cambiamento, la possibilità di continuare ad appartenere al presente, accogliendo nuovi usi e significati. Come osserva Smiljan Radić, presidente della giuria dell’edizione 2026: «Un buon intervento di recupero aspira a lasciare un’impronta delicata e indefinita sulla struttura esistente. Quel segno nasce dal mettere alla prova le idee che immaginiamo racchiuse nell’opera originaria e dall’osservare come queste si intreccino con la sensibilità del nostro tempo. Si tratta di intervenire su un’opera in virtù della sua capacità di appartenere al presente e di essere presente e non per il fascino di una forma ritenuta memorabile».
Il percorso espositivo comprende fotografie, video e pittogrammi che illustrano le modalità di intervento e riuso, affiancati dai plastici delle architetture. Preziosi strumenti di lettura del progetto, i modelli restituiscono l’articolazione dei volumi,
i rapporti di scala e le relazioni con il contesto, offrendo una comprensione diretta della dimensione spaziale delle opere.
Accolta nel museo che custodisce la Collezione Storica del Compasso d’Oro, la mostra mette in dialogo architettura e design a partire da una responsabilità condivisa: dare forma alle relazioni tra persone, oggetti e ambienti, interpretando
le condizioni del presente.
L’esposizione è inaugurata alle ore 18 con un incontro dedicato ai temi centrali di questa edizione del Premio, con gli interventi di Luciano Galimberti, presidente di ADI, Francesca Scotti, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano, e Ivan Blasi, direttore degli EUmies Awards.
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