L'adolescenza è una nostalgia, spettacolo di Silvia Giulia Mendola da un'idea di Matteo Bussola

EcoTeatro, Milano Cerca sulla mappa
DA Giovedì26Novembre2026
A Sabato28Novembre2026

Giovedì 26 e sabato 28 novembre 2026, rispettivamente alle 21.00 e alle 16.00, l'EcoTeatro di Milano (via Fezzan 11) ospita lo spettacolo L'adolescenza è una nostalgia, una produzione Teatro de Gli Incamminati in collaborazione con PianoinBilico con Giulia D’Imperio, Silvia Giulia Mendola (anche regia), Francesco Meola e Fabio Zulli.

Da un’idea di Matteo Bussola, fumettista, scrittore e conduttore radiofonico, lo spettacolo racconta un nodo del nostro tempo: la fragilità adolescenziale. L’azione si svolge nel cortile interno di un reparto di neuropsichiatria infantile, un luogo dove il tempo é sospeso. Protagonisti quattro adulti, genitori di ragazzi lì ricoverati, cercano di ingannare l’attesa tra un caffè, un tiro di sigaretta e qualche parola di confronto, a volte di conforto. Attraverso i loro dialoghi, le loro confessioni e i loro silenzi, questi genitori diventano portatori della storia dei loro figli: adolescenti che rifiutano il cibo, o si auto-infliggono dolore, che vivono l’estenuante fatica di crescere. Diventare se stessi comporta per un ragazzo una forma di distacco e di ribellione che mette in crisi il legame con chi lo ha messo al mondo.

Lo spettacolo racconta una storia toccante, piena di grazia, sul tradimento che implica diventare sé stessi; parla di madri e padri spaesati, che condividono l’intollerabile sensazione di impotenza, di non essere più all’altezza del proprio compito, e quell’istante in cui genitori e figli smettono di riconoscersi, e parlarsi diventa impossibile. Eppure, in questa fatica condivisa, i quattro genitori – pur essendo diversissimi – imparano a riconoscersi e ad aiutarsi. Tra gesti di inaspettata solidarietà, momenti di ironia o che fanno ritrovare loro perfino la voglia di ballare, intraprendono un percorso che li aiuta a comprendere come, in quel reparto, a tutti gli effetti siano ricoverati sia i figli sia i genitori. Questa storia ci ricorda che ogni essere umano è un mistero, anche quando siamo noi ad averlo generato. 

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