Filarmonica della Scala in concerto con Myung-Whun Chung

Filarmonica della Scala con Myung-Whun Chung © Brescia e Amisano / Teatro alla Scala Filarmonica della Scala con Myung-Whun Chung © Brescia e Amisano / Teatro alla Scala
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DA Giovedì11Giugno2026
A Mercoledì17Giugno2026

Giovedì 11, lunedì 15 e mercoledì 17 giugno 2026 alle ore 20.00 sale sul palco del Teatro alla Scala di Milano il direttore musicale designato Myung-Whun Chung che, alla testa della Filarmonica della Scala, esce dalla buca dell’orchestra scaligera per offrire al pubblico un impaginato che accosta la Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 di Johannes Brahms al Concerto in do maggiore op. 56 (Triplo concerto) per pianoforte, violino e violoncello di Ludwig van Beethoven, quest’ultimo eseguito nella doppia veste di direttore e solista, insieme a Francesco Manara al violino e Massimo Polidori al violoncello.

Direttore d’opera, direttore sinfonico, solista. Nel giugno 2026 il Chung affianca al suo impegno su Carmen un intenso programma sinfonico con musiche di Brahms e Beethoven, segnando così il suo ultimo concerto nel cartellone scaligero prima di ricoprire il ruolo di direttore musicale. Emblematica la scelta del Triplo concerto di Beethoven nel ruolo di solista al fianco delle due prime parti Francesco Manara e Massimo Polidori, una scelta significativa che rende l’idea del sodalizio artistico tra l’Orchestra e Chung, una collaborazione che giunge al suo concerto n. 166 (e che si affianca a 85 recite d’opera), una profonda conoscenza reciproca che si rinnova ancora una volta.

Proposto in tre repliche giovedì 11 (in diretta su Rai Radio Tre), lunedì 15 e mercoledì 17 giugno, il programma prevede la Sinfonia n. 4 di Johannes Brahms, una pagina molto cara a Carlo Maria Giulini di cui Chung fu allievo, e partitura con cui il compositore di Amburgo non solo chiude definitivamente il breve ma intenso capitolo della sua produzione sinfonica, ma stabilisce al tempo stesso il punto di non ritorno del sinfonismo classico-romantico. Opera densissima di contenuti musicali, di rigoroso lavoro compositivo, ma al tempo stesso ricca di sentimenti contrastanti, di sfumature espressive e lacerata da una malinconia profonda e inquieta, e il cui ultimo movimento, l’Allegro energico e appassionato, è sicuramente una delle pagine più riuscite di Brahms, non solo per la bellezza della musica ma anche per la costruzione interna e la coerenza con cui essa è condotta: una passacaglia in mi minore il cui basso ripetuto in ostinato per tutto il movimento ricorda quello della ciaccona conclusiva dalla Cantata BWV 150 di Bach, articolata in tre sezioni. Una sinfonia che conclude in maniera esemplare la postura creativa di Brahms, compositore lanciato nel futuro ma profondamente consapevole della tradizione musicale e rispettoso delle grandi forme storiche, sublimate di volta in volta in un linguaggio che contiene in sé i germi della musica dell’avvenire.

Il cuore del programma, tuttavia, è rappresentato dal Concerto in do maggiore op. 56 (Triplo concerto) per pianoforte, violino e violoncello di Ludwig van Beethoven, la cui idea strutturale è più quella della Sinfonia Concertante e del Concerto Grosso, suo illustre antenato. Forme in cui i solisti concorrono a un discorso musicale collettivo, in cui alcune individualità emergono nella narrazione, ma non sovrastano il Tutti. Ne consegue un lavoro in cui i tre solisti si scambiano il materiale melodico in un clima sereno che non lascia spazio alla dialettica, neppure tra tema principale e tema secondario, molto affini in questo caso sia dal punto di vista melodico che dal punto di vista ritmico, cosa assai rara in Beethoven. Un lavoro che Beethoven pubblicò nel 1807 col titolo Grande concerto concertante, e che dedicò all’Arciduca Rodolfo, pianista poco più che dilettante, che affrontò la prima esecuzione assoluta, avvenuta a Vienna nell’estate del 1808: questo giustifica una parte pianistica non eccessivamente virtuosistica, che in quella sede fu affiancata al violoncello del famoso Antonín
Kraft e al violino di Carl August Seidler.

Biglietti da 20 a 110 euro, per info 02 72 00 37 44

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