Luca Toracca in Quentin Crisp (la Speranza è nuda)

Luca Toracca è Quentin Crisp © Laila Pozzo Luca Toracca è Quentin Crisp © Laila Pozzo
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DA Mercoledì03Giugno2026
A Venerdì19Giugno2026

Dal 3 al 19 giugno 2026 la Sala Baush del Teatro Elfo Puccini di Milano (corso Buenos Aires 33) ospita il ritorno di Luca Toracca, interprete dello spettacolo Quentin Crisp (la Speranza è nuda), a cura di Ferdinando Bruni.

Scritto dal drammaturgo e autore inglese Mark Farrelly (che lo ha anche portato in scena), il testo è dedicato a Quentin Crisp, icona gay nel mondo anglosassone. La vita di Quentin Crisp comincia con una difficile giovinezza in cui per vivere si deve prostituire o, ben che vada, posare nudo nelle scuole d’arte. Deriso continuamente per il suo essere effeminato, Crisp viene ripetutamente molestato dalla polizia, insultato o, peggio ancora, picchiato. Proprio per difendersi da questa dolorosa situazione si costruisce nel corso degli anni una corazza fatta di intelligenza e di irresistibile distacco ironico.

Arrestato per adescamento, si difende così: «Vostro onore, io non mi spingo agli estremi. Ci vivo. Mi vesto e vivo in modo tale che tutto il mondo capisca che sono omosessuale, e questo mi separa dal resto dell’umanità, anziché facilitarmi. A me il sesso illecito non interessa, anche perché guardare il cavallo dei pantaloni di un uomo, dopo un po’ diventa perfino più noioso che guardarlo negli occhi». Come lui stesso ammette, non ha nessun talento se non quello di essere se stesso, ma la sua personalità e il suo acume sono più che sufficienti a renderlo ben presto noto anche al di fuori della cerchia ristretta dei locali gay.

Alla repressione e alle aggressioni reagisce con le sue mises fiammeggianti, i suoi trucchi, le sue clamorose pettinature: tutto il mondo deve sapere che è omosessuale, anche se a qualcuno che gli chiede se la sua è una omosessualità praticata risponde: «Che bisogno c’è? Sono già perfetto così».

Quentin Crisp diventa famoso presso il grande pubblico grazie alla brillante interpretazione che ne dà John Hurt nel 1975 in un film per la televisione. «Come Quentin Crisp è molto più credibile lui di me», è il suo commento. Nel 1991 interpreta il ruolo della Regina Elisabetta I nel film Orlando di Sally Potter e incuriosisce un pubblico ancora più vasto. In tarda età emigra negli Stati Uniti (la canzone di Sting Englishman in New York è ispirata a lui), dove diventa un mito rispettato per il suo coraggio, la sua onestà e la sua intelligenza che sfoggia in serate e monologhi che al pubblico italiano potrebbero ricordare gli indimenticabili bis di Paolo Poli. Vive in povertà a Manhattan in un monolocale cadente e muore all’età di 91 anni. A chi gli chiede a cosa attribuisce la sua longevità risponde: «sfortuna».

Mark Farrelly attinge a piene mani da un repertorio di aforismi e paradossi degni di Oscar Wilde. Nella prima parte racconta gli anni difficili di Londra, nella seconda parte riproduce uno degli irresistibili one-man-show in cui Crisp si esibiva a New York. La traduzione italiana è di Matteo Colombo.

Orari: da lunedì a venerdì ore 19.30; sabato ore 21.00; domenica 7 giugno ore 16.00, domenica 14 giugno riposo. Biglietti: intero 34-38 euro; ridotto 15 euro per under 25 e 23 euro per over 65. Per info 02 00660606.

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