Inaugurazione del Museo della Plastica di Milano, con reperti rimasti integri per oltre 50 anni

Museo della Plastica Museo della Plastica
Mercato di via Rombon Cerca sulla mappa
Sabato06Giugno2026

Flaconi, contenitori e oggetti in plastica rimasti nell’ambiente per oltre mezzo secolo, ancora oggi quasi integri, vengono esposti dal 6 giugno 2026 nel nuovo Museo della Plastica di Milano, uno spazio nato per mostrare concretamente quanto i prodotti monouso possano sopravvivere nell’ambiente ben oltre la durata di una vita umana.

Il Museo della Plastica viene inaugurato sabato 6 giugno 2026 alle ore 10.00 presso il mercato di quartiere di via Rombon 34, nel quartiere Lambrate di Milano. Promosso da Plastic Free Onlus, l’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, in collaborazione con il Municipio 3 del Comune di Milano e con Sogemi, società partecipata dal Comune di Milano che gestisce i mercati di quartiere della città e ha messo a disposizione lo spazio, il museo nasce con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, scuole e istituzioni sugli effetti dell’inquinamento da plastica e sulla persistenza dei prodotti monouso nell’ambiente, attraverso un’esposizione composta da reperti realmente recuperati dai volontari di Plastic Free lungo il Delta del Po.

Si tratta principalmente di flaconi, contenitori e oggetti in plastica monouso rimasti intrappolati per decenni nella vegetazione del fiume e riemersi in seguito a piene e mareggiate. Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, molti dei prodotti sono stati identificati e datati: alcuni reperti risalgono addirittura agli anni ’50, come una coppa gelato in plastica, mentre altri appartengono agli anni ’70, ’80 e ’90.

Nonostante siano rimasti nell’ambiente per oltre 30, 40 o persino 60 anni, molti degli oggetti esposti risultano ancora oggi in condizioni quasi integre, evidenziando concretamente la straordinaria persistenza della plastica nell’ambiente e il potenziale impatto sugli ecosistemi e sulla salute umana. L’esposizione, visitabile anche nei mesi successivi all’inaugurazione, punta a diventare uno spazio permanente di divulgazione ambientale rivolto soprattutto alle scuole e alle nuove generazioni, offrendo la possibilità di toccare con mano le conseguenze dell’abbandono dei rifiuti plastici.

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