Monastero Ambrosiano © Arexpo Curia / Stefano Boeri Architetti
Milano, 12/05/2026.
È ufficiale il progetto del Monastero Ambrosiano, la modalità con cui la Diocesi di Milano sarà presente all’interno del Mind Milano Innovation District, il distretto sorto nell’area dell’Expo 2015 e oggi punto di riferimento per lo sviluppo delle scienze della vita e per la ricerca. Un progetto nato dalla consapevolezza, maturata all’interno della Chiesa ambrosiana, dell’opportunità offerta da Mind: contribuire alla trasformazione di un nuovo pezzo di città, in continuità con alcune stagioni significative della vita della Diocesi, come la ricostruzione postbellica, quando sviluppo urbano e crescita ecclesiale vennero pensati in modo integrato.
In questa prospettiva è nato il dialogo con Principia, società a partecipazione pubblica, responsabile dello sviluppo di Mind, con la quale è stata individuata l'area all'interno del sito (tenendo conto che il Piano di Governo del Territorio prevede la presenza di un luogo di culto cattolico) e la prospettiva di integrazione con le altre funzioni del distretto dell'innovazione.
A partire da questa visione è stata avviata nel 2023 una Call for ideas che ha coinvolto realtà ecclesiali, istituzioni, centri di ricerca e studi di architettura. Dal percorso è emersa l’idea di una presenza della Chiesa in Mind articolata su tre dimensioni: una presenza stabile legata alla vita liturgica e comunitaria; la promozione di spazi di dialogo tra le religioni; la creazione di ambienti di confronto tra saperi umanistici e scienze della vita.
© Arexpo Curia / Stefano Boeri Architetti
Il progetto del Monastero Ambrosiano - realizzato dallo studio Stefano Boeri Architetti su incarico della Diocesi - si svilupperà in un’area situata all’incrocio tra il Cardo e il Decumano, all’interno di una zona, quella di Mind, che secondo le previsioni ospiterà entro il 2030 circa 70 mila persone, comprendendo residenti, lavoratori e studenti. Pur non essendo ancora stato definito un preciso cronoprogramma, la Diocesi confida di aprire il nuovo spazio entro i prossimi tre anni.
Il modello di riferimento quello del monastero, inteso come forma capace di tenere insieme vita spirituale, sapere e accoglienza. In questa prospettiva il Monastero Ambrosiano avrà una presenza stabile di pastorale ordinaria, affidata a una piccola comunità che scandisce i ritmi della preghiera e della vita liturgica, con una grande aula ecclesiale al centro del complesso. Gli altri spazi vedranno la presenza di un Chiostro delle Religioni, che rappresenta la prima forma di accoglienza e apertura, un Giardino delle Religioni, dove le diverse tradizioni monoteiste presenti a Milano sono richiamate simbolicamente attraverso le essenze vegetali, e una Biblioteca delle Religioni. Saranno luoghi di incontro, formazione e dialogo tra le fedi e di confronto tra i saperi, per mettere in relazione il patrimonio umanistico e teologico con le scienze della vita presenti in Mind, in un confronto strutturato con università e centri di ricerca attivi nel distretto.
© Arexpo Curia / Stefano Boeri Architetti
Il nuovo Monastero si svilupperà su una superficie di 2.700 mq, con 1.100 mq destinati agli spazi aperti: ispirato alla tradizione monastica cristiana, il progetto reinterpreta l'archetipo del chiostro come dispositivo spaziale e simbolico: un luogo introverso ma permeabile, in cui si articolano tre dimensioni fondamentali: cura, dialogo e ricerca spirituale.
Il Chiostro a pianta triangolare, situato nell’intersezione tra i due assi del Cardo e del Decumano dell’area Mind, si aprirà ai flussi dei cittadini e dei fedeli che, ispirati dalle loro comunità religiose, si prenderanno cura del Giardino delle Religioni e delle sue piantumazioni. Il Chiostro sarà cinto da un porticato aperto sui lati del Cardo e del Decumano, che abbraccerà il Giardino e proseguirà verso Nord fino a creare una grande Vela ascendente nel cui spazio si aprirà la grande navata centrale della nuova Casa Pastorale, che salirà verso nord ospitando nel suo punto apicale l’altare.
© Arexpo Curia / Stefano Boeri Architetti
La nuova Chiesa ad impianto trigono e i suoi spazi liturgici, sono progettati per accogliere fino a 300-350 fedeli e integrati da ambienti per attività comunitarie. Sul piano architettonico, la chiesa si svilupperà come continuazione materiale della copertura del chiostro, caratterizzata da un gesto ascendente che richiama le forme del Duomo di Milano, quasi che la grande Vela scenda con le sue propaggini fino ad abbracciare il Chiostro delle Religioni e a cingerlo con i suoi portici perimetrali. Nel cuore di questo abbraccio, si collocherà il prisma trapezoidale e trasparente della Biblioteca delle Religioni che, dedicata allo studio e alla formazione, promuoverà l'interazione tra le discipline e le tradizioni religiose che caratterizzano la cittadinanza milanese. Al suo interno troveranno spazio aule studio, un anfiteatro all'aperto, ambienti multifunzionali e una sezione dedicata alla cura pastorale, con cinque residenze annesse.
In copertura, la Biblioteca ospiterà tra i ciliegi di un piccolo bosco alcune delle statue provenienti dai Depositi della statuaria della Veneranda Fabbrica del Duomo, quasi che, scesi dalle Guglie le sculture si vogliano mescolare, accogliendoli, con i visitatori e i fedeli che vi saliranno dalla sottostante Biblioteca delle Religioni. Un gesto di apertura che intende rendere accessibile alla cittadinanza un patrimonio storico altrimenti poco fruibile.