Spettacolo degli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala

Bolero X © Luigia Silvana RIsola Bolero X © Luigia Silvana RIsola
Piccolo Teatro Cerca sulla mappa
DA Giovedì07Maggio2026
A Domenica10Maggio2026

Da giovedì 7 a domenica 10 maggio 2026 va in scena al Teatro Strehler di Milano (largo Greppi) il tradizionale spettacolo spettacolo istituzionale degli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri (da poco tornato a guidare anche il Corpo di ballo scaligero).

Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca.

L'apertura è affidata alla Presentazione, ideata dal direttore Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria mappa visiva della didattica scaligera, la coreografia si sviluppa in una progressione di passi e movimenti sempre più complessi, restituendo con immediatezza l’evoluzione del percorso formativo, articolato nell’arco di 8 anni, e mettendo in luce lo stretto legame tra studio della tecnica e pratica scenica, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala.

Si prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio, rimontato dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Questa versione, in cui spicca il celebre Grand Pas Classique, che nella prassi esecutiva compare spesso come pezzo a sé stante per il suo eccezionale valore virtuosistico, è oggi considerata un caposaldo del vocabolario classico-accademico. Ambientato nella Spagna napoleonica, il balletto scioglie le intricate vicende che conducono la giovane gitana Paquita, ignara delle sue nobili origini, all’unione con l'ufficiale Lucien d'Hervilly.

La Suite presentata dalla Scuola scaligera si apre con la Polonaise-Mazurka eseguita dagli allievi fra il 2° e il 5° corso, seguita dall’Entrée del corpo di ballo femminile. Snodo centrale della suite è il Pas de deux sull’Adagio della coppia principale, Lucien e Paquita, interpretati da due allievi dell’ultimo anno. Un passo a due che esige una notevole maturità tecnica, in cui la rigorosa grammatica accademica si fonde armoniosamente con le geometrie tracciate dalle quattordici ballerine che compongono il corpo di ballo. Nel finale, le virtuosistiche variazioni di Lucien e Paquita convergono nella spumeggiante Coda, impegnando gli allievi in brillanti piqués taquetés e nei classici fouettés en tournant, restituendo la bellezza della grande tradizione del balletto classico.

Cambio di registro con il linguaggio contemporaneo di Rossini Cards di Mauro Bigonzetti, ripreso da Paola Vismara e Walter Madau, nel repertorio della scuola dallo scorso anno. La forza espressiva dei giovani danzatori dialoga con la dinamicità che anima questo pezzo concepito nel 2004, restituendo nei movimenti un mosaico coreografico in perfetta sintonia con la musica di Rossini: sinuose suggestioni di forme, richiami alla purezza formale, intrecci di prese audaci e momenti di fusione sinergica tra corpi, fino all’esplosione di una trascinante energia. La sequenza si apre con una tavolata sorprendente, in cui i danzatori rimanendo seduti orchestrano rapidi e precisi movimenti di testa e braccia, sulle note del sestetto Questo è un nodo avviluppato dalla Cenerentola. Segue un duetto a terra dalle plastiche pose scultoree su Ouf! Les petits pois tratto dai Péchés de vieillesse (Peccati di vecchiaia, raccolta di brevi composizioni per pianoforte solo, per voce e pianoforte, per ensemble vocali e cameristici). È quindi l’Andante della Sonata n.2 in La minore per archi, a scandire i movimenti nervosi e concitati di un tormentato assolo femminile a cui fa seguito, sull’Allegro della stessa sonata, un terzetto giocato su intrecci coreografici e ardite elevazioni. Ancora sulle note di uno dei brani dei Péchés de vieillesse, il Prélude fugassé, irrompe un altro assolo femminile incalzante nella vivacità ritmica e nella precisione del tratto sulle punte. Un ironico tributo al talento culinario del compositore precede il gran finale sull’Ouverture della Gazza ladra, in cui il crescendo rossiniano si esprime in tutta la sua forza in una coreografia travolgente, interpretata dai giovani talenti abbigliati in giacca, pantaloni e basco nero.

Conclude il viaggio attraverso gli stili l’ultima acquisizione nel repertorio della Scuola: Bolero X di Shahar Binyamini, nella ripresa di Walter Madau. Binyamini, tra i coreografi più acclamati della nuova generazione israeliana, firma un lavoro capace di sprigionare una forza ancestrale e rituale puntando sulla connessione potente fra i danzatori. Sull’andamento insistente e ipnotico della celebre partitura di Maurice Ravel, Binyamini - ex danzatore della Batsheva Dance Company e cofondatore di un gruppo di ricerca pionieristico con sede al Weizmann Institute for Science che esplora i legami fra danza e scienza - schiera cinquanta allieve ed allievi, di cui valorizza l’interazione tra i corpi attraverso un movimento teso, ricco di torsioni e spirali che genera disegni dinamici nello spazio.

Orari: giovedì alle 19.30; venerdì alle 20.30; sabato alle 15.00 e alle 19.30; domenica alle 16.00. Biglietti: platea 33 euro (ridotto 21 euro), balconata 26 euro (ridotto 18 euro). Per info 02 21126116.

Argomenti trattati

Newsletter EventiResta aggiornato su tutti gli eventi a Milano e dintorni, iscriviti gratis alla newsletter

-->