La Stazione Centrale di Milano compie 120 anni: storia di un simbolo del progresso e dei trasporti

Milano Centrale: la stazione in una foto d'epoca Milano Centrale: la stazione in una foto d'epoca

Milano, 29/04/2026.

Il 29 aprile 2026 la stazione di Milano Centrale compie 120 anni. Era infatti il 29 aprile 1906 quando, in piazza Duca d’Aosta, il re Vittorio Emanuele III posava la prima pietra di quello che sarebbe diventato uno dei simboli più imponenti di Milano, mentre il cardinale Carlo Ferrari impartiva la benedizione solenne. La cerimonia cadeva il giorno dopo l’inaugurazione dell’Esposizione Universale, aperta il 28 aprile per celebrare il completamento della Galleria del Sempione - la più lunga del mondo - che aveva consacrato il capoluogo lombardo come capitale italiana del progresso e dei trasporti: un momento storico, che segnava l’inizio formale della grande trasformazione ferroviaria del XX secolo.

La necessità di una nuova stazione era ormai improrogabile. La vecchia Centrale del 1864, collocata nell’attuale piazza della Repubblica, non reggeva più il traffico di una città cresciuta a ritmi vertiginosi, né la portata internazionale garantita dall’apertura dei trafori del Gottardo e del Sempione. Il nuovo scalo sarebbe sorto circa 800 metri più a nord, sui terreni del Trotter - gli stessi campi dove, a inizio secolo, il Milan Fc disputava le proprie partite.

La gestazione fu lunga e travagliata. Dopo due concorsi pubblici, nel 1912 vinse il progetto dell’architetto Ulisse Stacchini, intitolato In motu vita. La Prima Guerra Mondiale bloccò i lavori, che ripresero solo nel 1924. Il progetto venne ridisegnato più volte: si eliminarono torri e ornamenti, si aggiunsero le grandi tettoie sui binari (quella principale, con i suoi 72 metri, è ancora oggi la più grande d’Italia).

Il primo luglio 1931, venticinque anni dopo la posa della prima pietra, la stazione aprì al pubblico: un’architettura eclettica e monumentale che fonde Liberty, Art Déco e riferimenti wagneriani, rivestita con oltre 45.000 tonnellate di Pietra di Aurisina. Lo stesso Stacchini la chiamerà la Cattedrale del Movimento.

Con Milano Centrale si chiuse in Italia la stagione delle grandi stazioni monumentali, prima dell’affermarsi dei modelli razionalisti che avrebbero ispirato opere come la stazione di Firenze Santa Maria Novella: un’eredità architettonica che segna uno spartiacque nella storia dell’ingegneria ferroviaria italiana.

A 120 anni da quella cerimonia, Milano Centrale rimane molto più di una stazione: è uno specchio della storia italiana, un monumento che il tempo non ha scalfito, ma esaltato. Un’opera nata da un sogno ambizioso, che ogni giorno si rinnova nel passaggio di centinaia di migliaia di persone.

Argomenti trattati

Newsletter EventiResta aggiornato su tutti gli eventi a Milano e dintorni, iscriviti gratis alla newsletter

-->