Lucia camminava da sola
Dal 15 al 18 aprile 2026 va in scena al Teatro Studio Melato di via Rivoli 6 a Milano lo spettacolo Lucia camminava da sola (materiali per un documentario), scritto e diretto da Tolja Djoković e interpretato da Aura Ghezzi, Jacopo Giacomoni e Martina Tinnirello.
Con Lucia camminava sola, testo vincitore della 57ª edizione del Premio Riccione, Tolja Djoković intreccia le storie di due donne e di due epoche per indagare il tema dello sguardo sul corpo femminile che cambia.
Bologna, 1709: Lucia C., 25 anni, orfana di padre, senza marito, viene arrestata nella casa in cui vive a pensione. È accusata di aver ucciso il suo bambino appena nato. Il tribunale del Torrione la giudica colpevole senza indagini, senza incertezze. La sua voce si intravede appena nei documenti: poche frasi, nessuna difesa. È solo attraverso le parole di testimoni, giudici e notai che la sua storia si costruisce, fino alla condanna e all’esecuzione. A Bologna, nel 1700, il corpo dei condannati non scompare: si espone. Per Lucia, nel secolo della luce, il finale è uno spettacolo di pubblica anatomia in piazza San Petronio.
Una donna di oggi, una regista di documentari, si imbatte nella vicenda di Lucia e rimane impigliata nelle maglie di questa storia. Per raccontarla, si imbarca in una indagine ossessiva su una donna lontana nel tempo, su un’Italia che sembra sorpassata, su una società che pensiamo di esserci lasciati alle spalle. Autrice ripercorre l’ultimo anno della vita di Lucia, con occhio attento e curiosità scientifica insegue le trasformazioni di un corpo femminile che si prepara al parto nella società italiana del Settecento. Visita musei anatomici, osserva cere e terrecotte di corpi gravidi, ricostruisce minuziosamente le trasformazioni fisiche che Lucia non poteva conoscere e, in questa ricostruzione, incontra una solitudine che somiglia alla sua. Finisce, raccontando Lucia, per raccontare la sua storia. In Lucia camminava sola (materiali per un documentario), l’analisi meticolosa e puntuale del corpo anatomico diventa un affondo sull’ossessione dello sguardo, sull’importanza di essere viste e di guardare a propria volta, un’indagine intorno a un mistero che si fa osservare mentre svicola, e resiste a qualunque classificazione.
Orari: giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30. Biglietti: platea 33 euro, balconata 26 euro. Per info 02 21126116.