30 anni di Birrificio Italiano, festa con musica e omaggi

Birrificio Italiano © Gaia Menchicchi Birrificio Italiano © Gaia Menchicchi
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Giovedì09Aprile2026
Evento terminato

Giovedì 9 aprile 2026 Birrificio Italiano festeggia con i clienti i 30 anni di attività presso i due locali di Milano (Stazione Centrale, via Ferrante Aporti 12) e Lurago Marinone (via Castello 51, Lurago Marinone): a Milano a partire dalle ore 19.00 arrivano le vibrazioni musicali della band Fanfara Fonc e, come da tradizione, botticella di Extra Hop per tutti; anche a Lurago botticella Extra Hop e birra a fiumi per cominciare i festeggiamenti in vista del festival in programma da venerdì 5 a domenica 7 giugno 2026 nell’Area Feste di Lomazzo (via Cavour 2) con tre giorni di musica, amici, divertimento all'aria aperta, street food e naturalmente tanta birra.

In entrambe le serate non manca la birra del trentennale, la Amber Shock 30, una versione storica della birra tuttora in produzione presso il Birrificio Italiano, realizzata replicando il metodo usato da Agostino Arioli durante i suoi anni da homebrewer (1985-1995). Questa versione speciale è una birra in edizione limitata di 850 bottiglie, con gradazione alcolica 7%, che viene venduta a partire da giovedì 9 aprile nei locali di Lurago Marinone e Milano e nel punto vendita della produzione a Limido Comasco.


© Gaia Menchicchi

Era il 3 aprile 1996, il giorno dell'inaugurazione di Birrificio Italiano a Lurago Marinone, l’inizio di una grande avventura. Da allora sono passati trent’anni di passione, sperimentazione, incontri e condivisione; con la crescita di un movimento che ha saputo trasformare una semplice bevanda in un simbolo di cultura, territorio e creatività.
 
Agostino Arioli è il mastro birraio e fondatore di Birrificio Italiano: nato a Milano, nel quartiere Barona, nel 1965, si è appassionato alla produzione birraria sin dalla prima ora. Raggiunta l’età legale per bere, ha iniziato a frequentare i locali della provincia di Como, birrerie ante litteram nate in paesi insospettabili in cui nei primi anni ’80 giravano birre come Bulldog, Martins Pale Ale, Courage Bitter e George Killian’s, che riempivano e allietavano le serate della gioventù. La prima cotta (prima fase di produzione del mosto della birra) risale al periodo dell’Università (1985) durante gli studi di Agraria, e venne fatta seguendo un libretto sul Come fare la birra in casa: quella volta utilizzò orzo biologico maltato in casa, lievito del pane e una damigiana, con un risultato del tutto da dimenticare. Dopo altri tentativi, entrò in contatto con Gianni Pasa, pioniere della birra italiana, diplomato Bräumeister in Germania e allora in forze alla Sib di Aosta: i suoi insegnamenti diventarono oro per Agostino e il suo amico e compagno Mario, e nacquero allora le prime birre potabili, poi perfezionate nel tempo.

A quegli anni risalgono i viaggi on the road in Germania e finalmente in Canada nel 1985 per un paio di mesi, dove dopo la visita alla Granville Island Brewery (che allora era un brewpub), arrivò la folgorazione e nacque l’idea (o meglio l’ossessione) di aprire a sua volta un brewpub, ovvero un locale che combina la produzione di birra artigianale direttamente in loco con la vendita e il consumo della birra all’interno del locale stesso. Nel 1993 Agostino Arioli conseguì la laurea con la stesura di una tesi sperimentale svolta alla Carlsberg di Induno Olona e l'anno successivo lavorò alla allora Von Wunster di Comun Nuovo (Bergamo) nel controllo qualità confezionamento e come membro del panel di degustazione. Proprio lì che maturò una convinzione che ancora oggi condiziona virtuosamente la produzione del Birrificio Italiano: piuttosto che trattare in mille modi il prodotto per allungarne la vita commerciale, Birrificio Italiano commercializza poca birra, in tempi strettissimi, facendo in modo che venga bevuta giovane e fragrante. La produzione odierna, in effetti, si aggira sui 7000 ettolitri l’anno. Volumi che consentono ancora oggi di mantenere viva la visione di allora. Quindi no trattamenti, birra assolutamente integra e viva rete commerciale ridotta con catena del freddo che garantisca la più elevata qualità. 


© Birrificio Italiano

Dopo due periodi di stage presso altrettanti brewpub tedeschi - Feierling di Friburgo e Joh Albrecht di Costanza - ha concepito la parte impiantistica e ingegneristica del futuro microscopico impianto: una sala cottura da 200 litri disegnata a mano con un tecnigrafo e realizzata con copertura in rame su misura dalla Omap di Sabbioneta. Dopo aver frequentato un corso per l’imprenditoria giovanile, insieme al fratello Stefano e altri amici diventati soci, il 23 dicembre 1994 nacque la società di Birrificio Italiano. Il nome del brand venne a lungo ponderato: doveva e deve ancora oggi trasmettere questi due concetti, che la produzione è artigianale e che l’approccio sarebbe stato in stile italiano e molto personale (e non tedesco, belga o british).

Il brewpub, il locale, aprù effettivamente, a Lurago Marinone il 3 aprile 1996, primo in Lombardia e tra i primissimi in Italia. In programma la produzione di due birre capostipite, Tipopils e Rossoscura (la prima cotta è dell’11 febbraio 1996), in società Agostino e il fratello maggiore Stefano che ancora oggi gestisce il locale di Lurago. Qualche tempo dopo l’inaugurazione, per Agostino arrivò la svolta: tramite Flavia Nasini dello storico beer shop A tutta birra di Milano entrò in contatto con Kuaska e altri pionieri dell’artigianale (Enrico Borio, Teo Musso, Giampaolo e Davide Sangiorgi, Guido Taraschi, Stefano Sausa) e seguì la nascita di Unionbirra, presto diventata Unionbirrai. Si fa sistema, si comincia a parlare di birra artigianale in Italia.

Birrificio Italiano nel contesto Unionbirrai cominciò a partecipare a piccole fiere con stand collettivi insieme a realtà come Baladin di Piozzo, Beba di Villar Perosa, Lambrate di Milano, Centrale della Birra di Cremona e Vecchio Birraio di Campo San Martino a Padova. Agostino per l’associazione organizzò i primi corsi di degustazione per appassionare il pubblico, e sempre Unionbirrai istituì un corso per formare aspiranti imprenditori della birra artigianale. Tra il 1999 e il 2000 arrivaro la Amber Shock (oggi rifatta per il trentennale), basata sulla prima ricetta casalinga di Agostino e Mario, poi la Prima, la Cassissona e la VùDù. Durante il Salone del Gusto del 2000 si rafforzarono i contatti con la Brewers’ Association statunitense e, tra le altre, un’amicizia fondamentale per Agostino e per il Birrificio Italiano: quella con Charlie Papazian, presidente appunto della Brewers’ Association nonché insigne homebrewer e, qualche anno dopo, quella con il birraio di Firestone Walker, Matt Brynildson, conosciuto durante un epico viaggio in compagnia dell’amico Vinnie Cilurzo di Russian River, da Santa Rosa fino a San Diego. Brynildson, stregato dalla Tipopils di Agostino, tornato in patria, mise a punto una eccellente Pils a lei ispirata e il suo birrificio Firestone Walker produsse per la prima volta la Pivo Pils, facendo grande pubblicità oltreoceano alla Tipo. Nacque così il culto delle Italian Pilsner.


© Birrificio Italiano

Agostino Arioli è l’inventore della Tipopils che è nata coniugando l'essenzialità tipica delle Pilsner tedesche e ceche alla tecnica anglosassone del cask-hopping (luppolatura a freddo nel fusto), ed è considerata all’unanimità la madre della Italian Style Pilsner. Nel 2006 venne organizzata la prima edizione del Pils Pride, festival dedicato alle pils artigianali: in uno scenario craft completamente occupato da stili di ispirazione belga e anglosassone, l'evento scommetteva sull’ardua missione di far capire che anche le lager potevano essere realizzate in maniera diversa dalle loro omologhe industriali, sebbene appartenenti sulla carta alla stessa famiglia.

Nel 2012, dopo innumerevoli espansioni e modifiche alla sala cottura del brewpub di Lurago Marinone, apparve evidente che gli spazi del primo nucleo non potevano più contenere il birrificio in espansione: la produzione si spostò nei locali di Limido Comasco, a qualche minuto di distanza dalla location originale. Nel 2014 nacque la prima e unica Ipa Birrificio Italiano, Asteroid 56013, ispirata alle creazioni west coast e pensata per celebrare i luppoli Cascade. Il 2015 fu l'anno delle birre acide, le spumantizzazioni, le Italian Grape Ale e gli invecchiamenti in botte di Klanbarrique, una linea di birre che fa della contaminazione tra ingredienti e tecniche il suo punto di forza e che ha come claim fermentazioni barbariche: sono infatti collaborazioni con enologi, come Andrea Moser e Matteo Marzari. Nel 2017 venne organizzato il primo Pils&Love Usa, versione americana del Pils Pride, in collaborazione con Oxbow a Portland-Me (il festival fu poi replicato in California con Firestone Walker, di nuovo nel Maine, e due volte nello stato di New York insieme a De Cicco’s e Threes). Nel 2024 nacque la linea di spirits artigianali inventata da Agostino e basata sul suo know-how birrario, Birrificio Italiano Spirits, con il contributo di Jlenia Fusaro. Nel 2026, iniziando così nel migliore dei modi i festeggiamenti per il trentennale, Birrificio Italiano, Agostino Arioli e Maurizio Folli sono stati premiati come Birraio dell’Anno nel corso dell’omonima manifestazione organizzata da Fermento Birra.

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