Mariangela Granelli e Ugo Fiore
Dal 7 al 12 aprile 2026 va in scena presso la Sala Blu del Teatro Franco Parenti di Milano (via Pier Lombardo 14) lo spettacolo Valeria e Youssef di Angela Dematté, interpretato da Mariangela Granelli e Ugo Fiore per la regia di Andrea Chiodi (produzione Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con Teatro Giuditta Pasta di Saronno).
In scena un dialogo intimo e doloroso tra una madre e un figlio, che attraversa i temi della fede, dell’identità, del bisogno di senso e delle derive radicali che possono nascere proprio da quella ricerca. Lo spettacolo nasce dall’incontro dell’autrice con Valeria Collina, madre di Youssef Zaghba, coinvolto nell’attentato di Londra del 3 giugno 2017: da quel confronto nasce una drammaturgia che non si limita alla cronaca, ma scava nel cuore di una relazione familiare segnata da domande senza risposta.
Valeria non è musulmana di nascita: si converte all’Islam per amore di un uomo e con convinzione educa i suoi figli dentro quella fede, che per lei rappresenta un cammino di ricerca spirituale e di totalità iniziato ancora prima del matrimonio. Anche Youssef, ormai ventenne, è alla ricerca di una pienezza di senso. Ha sete di giustizia sociale e desidera una dimensione sacra per sé e per il mondo. Ma nel dialogo con la madre affiora qualcosa di inatteso: una zona d’ombra inquietante nelle sue parole, una radicalità che Valeria non aveva previsto.
Mentre il confronto tra i due si fa sempre più serrato, la madre comprende di aver forse trascurato una parte fondamentale della propria educazione: quella laica, critica, capace di fornire strumenti per orientarsi nel mondo. E nel vuoto lasciato da quelle categorie si inseriscono nuove voci, nuovi maestri: i propagandisti dell’estremismo radicale.
Al centro dello spettacolo c’è quindi il tentativo disperato e lucidissimo di una madre di comprendere e fermare la deriva del figlio. Ma anche una riflessione profonda sulle manipolazioni del sacro e sui sistemi di potere che lo utilizzano per affermarsi. In una scena essenziale, abitata soltanto dai due attori, la storia privata si intreccia con la grande storia contemporanea, mostrando come le tensioni del mondo attraversino le vite più intime. Il teatro diventa così spazio di ascolto e di interrogazione, dove il rapporto tra madre e figlio rivela tutta la sua fragilità e la sua potenza.
Orari: martedì 20.30; mercoledì, venerdì e sabato 19.15; giovedì 20.15; domenica 15.45. Biglietti: settore A 25 euro; settore B 20 euro (ridotto 16 euro per under 30 e over 65; convenzioni 18 euro); galleria 15 euro (ridotto 12 euro per under 30, over 65 e convenzioni). Per info 02 59995206.