LaBarocca in Duomo © Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
Puntuale come ogni anno, la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano propone nel periodo pasquale l’esecuzione del meraviglioso repertorio costituito dalle Passioni di Bach. Questo appuntamento, ormai vero e proprio must del cartellone milanese per la Pasqua, acquista anche quest’anno un particolare significato simbolico, in un momento storico tribolato dagli orrori della distruzione: un’invocazione alla pace, nell’imminenza del Triduo Pasquale.
Mercoledì primo aprile 2026 alle ore 19.30, torna nel Duomo di Milano (piazza del Duomo) la Passione secondo Giovanni (Johannes-Passion BWV 245) di Johann Sebastian Bach, eseguita dall'ensemble strumentale e vocale laBarocca, con l'accompagnamento dell'ensemble strumentale Officium Musicum e dalla Schola Cantorum Venerandae Fabricae.
Un cast internazionale completa le formazioni in scena per il capolavoro del Genio di Eisenach, universalmente considerato una delle massime espressioni artistiche della storia della musica: Werner Güra (Evangelista), Marco Saccardin (Jesus), Sonia Tedla Chebreab (soprano + Ancilla), Hyun Jung Angela Oh (Alto), Massimo Altieri (tenore + Servus), Michele Chiusi (basso), Giacomo Pieracci (Pilatus) e Dario Previato (Petrus). Jacopo Facchini è il maestro del coro, Cristiano Contadin è la viola da gamba. Dirige Ruben Jais, fondatore dell’ensemble laBarocca e attuale sovrintendente della Fondazione Toscanini.
La Johannes-Passion BWV 245 è la prima delle due grandi Passionsmusiken oggi conosciute di Johann Sebastian Bach (l’altra è la Matthäus-Passion BWV 244). La prima esecuzione della Johannes-Passion avvenne il 7 aprile 1724 a Lipsia - nella chiesa di San Nicola - durante la Settimana Santa, anche se non si esclude una precedente versione composta negli anni di Weimar (1717). È la più grandiosa trasposizione in musica della Passione di Cristo scritta fino a quel momento.
La Johannes-Passion venne revisionata più volte da Bach (arie sostituite, strumentazione modificata, cori spostati) però l’essenza dell’opera è rimasta immutata.
Il genere musicale della Passione vanta tradizioni molto antiche. La recitazione della Historia Passionis costituì fin dai primi secoli del Cristianesimo uno dei momenti più importanti della liturgia della Settimana Santa. Col tempo la Passione divenne un genere musicale autonomo: la ripartizione del testo fra più cantori e l’introduzione della polifonia diede alla Passione ampie possibilità compositive.
La Johannes-Passion è articolata in due parti (originariamente tra la prima e la seconda parte si teneva una predica). La composizione, ricca di grande drammaticità, inizia e termina con due grandi brani corali; la passione di Cristo è raccontata dall’Evangelista, con interventi di altri personaggi (Gesù, Pilato, Simon Pietro). L’azione si svolge attraverso le loro voci con la forma del recitativo, sorretto dal basso continuo (organo). In partitura sono presenti anche molti corali, ben 11, per ottemperare alla tradizione luterana, così come arie e ariosi cantati dalle voci di soprano, alto, tenore e basso. Durante questi momenti musicali, dedicati alla riflessione, l’azione si ferma. Le caratteristiche di questi pezzi solistici e l’importanza dell’organico strumentale avvicinano il genere della Passione a quello del melodramma.
Il concerto è a ingresso gratuito previa prenotazione obbligatoria on line, fino a esaurimento disponibilità di posti, e l'ingresso in Duomo è possibile a partire dalle ore 18.45. Per questa speciale occasione, il concerto è fruibile in streaming: chi non avesse la possibilità di recarsi in Duomo può collegarsi al canale YouTube del Duomo di Milano e aggiudicarsi un posto in prima fila in rete.