Tredesin de Marz © gemini per mentelocale
Milano, 13/03/2026.
Milano si risveglia dal torpore invernale e, come ogni anno, lo fa con una tradizione che profuma di primavera e di leggenda: il Tredesin de Marz. Ma di cosa si tratta esattamente? Se passeggiando per la zona di Porta Romana vi imbattete in un’esplosione di fiori e bancarelle, sappiate che non è un caso, ma il cuore di una delle ricorrenze più care ai milanesi.
Le origini del Tredesin de Marz affondano le radici nel lontano 51 d.C., quando, secondo la tradizione, l’apostolo Barnaba arrivò a Milano per annunciare il Vangelo. Si dice che il 13 marzo (da qui il nome Tredesin, ovvero tredici), al suo passaggio, la neve si sciolse e iniziarono a sbocciare i primi fiori. Ma il simbolo iconico della festa è la pietra forata: Barnaba avrebbe conficcato una croce in una pietra di raggizzo (un marmo di scarto) per segnare il luogo del suo primo annuncio. La famosa pietra con il buco centrale e i tredici raggi incisi è ancora visibile oggi, incastonata nel pavimento della chiesa di Santa Maria al Paradiso in corso Porta Vigentina.
Pietra di San Barnaba © A ntv - Wikimedia Commons
Oggi il Tredesin de Marz è diventato sinonimo di festa di quartiere e celebrazione dell'arrivo della bella stagione. Il cuore dei festeggiamenti è il Mercato dei Fiori: lungo via Crema e le strade limitrofe, i florovivaisti colorano i marciapiedi con primule, viole e azalee. Ma non c'è festa a Milano senza un richiamo alla gola: spesso si trovano bancarelle che offrono dolci tradizionali e prodotti locali, mantenendo vivo lo spirito delle antiche sagre popolari. Molti fedeli e curiosi si recano inoltre nella chiesa di Santa Maria al Paradiso per toccare la pietra miracolosa, un gesto che per i milanesi doc è di buon auspicio.
Di R.M. & I.A.