Andreas Ottensamer
Lunedì 9 marzo 2026 alle ore 20.30 il Teatro Studio Melato di Milano (via Rivoli 6) ospita LaFil - Orchestra Filarmonica di Milano, che porta in scena Miracolo a Milano in concerto, ispirato al capolavoro di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini che rivive in scena al Piccolo Teatro Strehler con la regia di Claudio Longhi fino a mercoledì primo aprile 2026.
Il programma del concerto attraversa il Novecento e ritorna alla classicità, mettendo in dialogo tre mondi sonori: Kurt Weill filtrato dallo sguardo di Luciano Berio, Dmitrij Šostakovič e la luminosa vitalità della Quarta Sinfonia di Ludwig Van Beethoven. Sul podio debutta a Milano Andreas Ottensamer, già primo clarinetto dei Berliner Philharmoniker dal 2011 al 2025 e oggi direttore d’orchestra sulle principali scene internazionali, di nuovo alla guida de LaFil dopo il Festival di Trieste nel 2024. Accanto a lui Federica Fracassi, tra le voci più riconoscibili del teatro italiano contemporaneo, dà voce e corpo alle tre celebri canzoni di Weill orchestrate da Berio per ensemble e mezzosoprano.
Il concerto nasce dall’universo poetico e simbolico di Miracolo a Milano: una parabola che fonde realismo e fantastico, miseria e meraviglia, restituendo una città di baracche, sogni collettivi e improvvisi voli verso il cielo. La prima parte del programma ne raccoglie tensioni e contrasti, intrecciando linguaggi diversi ma uniti da una forte dimensione narrativa
e popolare. Ad aprire la serata tre canzoni di Kurt Weill rilette da Luciano Berio e interpretate da Federica Fracassi, sospese tra cabaret e teatro, ironia e malinconia, che danno volto a personaggi marginali e desideri impossibili, in un ideale dialogo con l’immaginario del film. Segue il Quartetto n. 8 di Dmitrij Šostakovič nella trascrizione per archi, pagina fra le più intime del compositore, scritta nel 1960 e dedicata alle vittime del fascismo e della guerra; una cronaca interiore che dal lamento individuale si allarga a una voce corale.
Nella seconda parte risuona la Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60 di Ludwig Van Beethoven, ritorno alla forma sinfonica classica e alla sua rinnovata luminosità; spesso considerata intermedia fra Terza e Quinta, si rivela invece un miracolo di equilibrio e grazia, una slanciata ragazza greca fra due giganti nordici come scrisse Schumann, con
una scrittura vivace e ricca di invenzioni timbriche.
Biglietti da 12 a 26 euro, per info 02 21126116.