Grandi pianisti alla Scala: Yefim Bronfman in concerto

Yefim Bronfman © Frank Stewart Yefim Bronfman © Frank Stewart
Teatro alla Scala Cerca sulla mappa
Domenica08Marzo2026

Domenica 8 marzo 2026 alle ore 20.00 torna il ciclo Grandi pianisti alla Scala: per il secondo appuntamento della stagione sul palco del Teatro alla Scala di Milano si esibisce Yefim Bronfman, con un recital che riunisce quattro pagine diversissime per lingua, clima e costruzione formale - Schumann, Brahms, Debussy e Prokof’ev - disegnando un itinerario che va dall’introspezione romantica alla densità architettonica, dalla raffinatezza timbrica francese alla tensione drammatica del Novecento russo.

Nato a Tashkent nell’allora Unione Sovietica e trasferitosi in Israele con la famiglia nel 1973, Bronfman è oggi riconosciuto come uno dei pianisti più autorevoli della scena mondiale. Torna a Milano dopo un lungo intervallo di quasi dieci anni. Alla Scala il suo nome si lega a presenze rimaste nella memoria del pubblico: dopo l’esordio nella stagione 1990/1991 accanto a Isaac Stern, Bronfman è tornato l’ultima volta al Piermarini nella stagione 2015/2016 con Anne-Sophie Mutter e Lynn Harrell.

Ad aprire il programma di domenica 8 marzo è l’Arabeske op. 18 di Robert Schumann, pagina di trasparenza e inquietudine, dove il lirismo domestico del compositore sembra continuamente affacciarsi su una dimensione più mobile e sfuggente. Segue la Sonata n. 3 in fa minore op. 5 di Johannes Brahms, terza e ultima sonata per questo strumento del compositore, vertice giovanile e già pienamente monumentale, opera in cui l’ambizione della forma si coniuga con una scrittura pianistica di eccezionale ampiezza.

Con Images, Deuxième série di Claude Debussy il suono cambia natura: il pianoforte diventa tavolozza che suggerisce colori e allude atmosfere, spazio di risonanze, luogo in cui il dettaglio timbrico è centrale. Chiude il programma la Sonata n. 7 op. 83 di Sergej Prokof’ev, tra le più celebri delle cosiddette Sonate di guerra e tra le pagine più incandescenti del repertorio pianistico novecentesco. Gli ostinati ritmici diventano il gesto centrale dell’intera architettura compositiva, imprimendo alla scrittura una tensione motoria ininterrotta. Alla durezza percussiva del linguaggio e all’energia tagliente dei movimenti estremi si contrappongono momenti in cui la dissonanza si piega a un lirismo inquieto. Dopo l’intimità schumanniana, l’ampiezza brahmsiana e la mobilità timbrica di Debussy, Prokof’ev conduce così il recital a una conclusione di straordinaria intensità e nettezza espressiva.

Biglietti da 20 a 110 euro, per info 02 72003744.

Argomenti trattati

Newsletter EventiResta aggiornato su tutti gli eventi a Milano e dintorni, iscriviti gratis alla newsletter

-->