Thundercat © Neil Krug
Mercoledì 4 marzo 2026 alle ore 21.00 il prodigioso polistrumentista americano Thundercat arriva in concerto all'Alcatraz di Milano (via Valtellina 25); biglietti 45 euro + commissioni.
Nella prima tappa del tour europeo di Thundercat, il pubblico di Milano ha l'opportunità di ascoltare dal vivo in anteprima il suo quinto album Distracted. Anticipato dai singoli I Did This To Myself ft. Lil Yachty e She Knows Too Much con il compianto Mac Miller, suo amico e stretto collaboratore, l’artista di Los Angeles torna a tornare a sei anni esatti dal suo ultimo lavoro con un disco prodotto dal pluripremiato Greg Kurstin insieme a Flying Lotus, Kenny Beats e The Lemon Twigs, e che vanta collaborazioni con artisti d’eccezione: oltre ai già citati Mac Miller e Lil Yachty, l’album ospita i featuring con A$AP Rocky, Tame Impala, Channel Tres e Willow.
Con Distracted Thundercat volge lo sguardo verso la frenesia di Drunk e la malinconia solenne di It Is What It Is, alla ricerca di uno spazio confortevole per la propria coscienza. Invece di condannare il presente, l’album lo attraversa e lo analizza, affrontando i modi in cui la distrazione può essere sia un ostacolo sia una forma di guarigione. In un’epoca che pretende commenti costanti, Thundercat offre qualcosa di più quieto e, a suo modo, più radicale: dà il permesso di essere confusi, di essere stanchi, di essere - appunto - distratti, e di riuscire comunque a creare qualcosa di bello dal rumore.
Thundercat, all'anagrafe Stephen Bruner, è un polistrumentista, cantante e bassista nato a Los Angeles nel 1984, riconosciuto come uno dei più grandi bassisti al mondo e in generale una delle figure più influenti della scena musicale contemporanea. Cresciuto in una tradizione in cui tecnica e disciplina erano valori fondamentali - il padre era un batterista e il fratello Ronald Bruner Jr. ha suonato con chiunque, da Kamasi Washington a Snoop Dogg -, i suoi primi anni includono anche un periodo nella band metal Suicidal Tendencies, un’esperienza che ha affinato il suo senso della struttura e al tempo stesso ampliato il suo spettro sonoro. Quando infine è emerso come artista solista nei primi anni 2010, la sua musica portava con sé tutta quella storia: la complessità della jazz fusion, l’elasticità del funk, l’intimità dell’hip hop e un senso dell’umorismo decisamente figlio dell’era di internet.
Nel 2011 ha avviato una carriera solista costellata di successi con gli album The Golden Age of Apocalypse, pubblicato lo stesso anno, Apocalypse del 2013, Drunk del 2017 e It Is What It Is del 2020, vincitore di un Grammy nella categoria Best Progressive R&B Album.