Ars Discantica © Riccardo Trudi Diotallevi
Lunedì 16 febbraio 2026 alle 20.30 all'Auditorium San Fedele di Milano (via Hoepli 3b) prosegue la nuova stagione di Inner Spaces, la rassegna di musica elettronica e arti audiovisive dal 2012 punto di riferimento per la sperimentazione e la ricerca interdisciplinare.
Il terzo appuntamento della stagione primaverile - intitolata Riverberi in risonanza, con protagonisti artisti di spicco dell’elettronica sperimentale, ma anche della classica tradizionale e contemporanea, dell’improvvisazione e delle musiche del mondo - inizia con un’immersione esplicita nella dimensione della risonanza grazie all’esecuzione dell’opera Das Buch der Klänge (Il Libro dei suoni) del compositore tedesco Hans Otte (1926-2007) affidata al pianista Alfonso Alberti. In essa ogni brano diventa la rappresentazione di un mondo interiore autonomo, un viaggio contemplativo alla riscoperta del suono, reso ancora più incisivo dall’intervento del gruppo Ars Discantica, che rielabora e spazializza nella sala in tempo reale le risonanze del pianoforte attraverso il live electronics. In netto contrasto si colloca il live set a seguire del duo elettronico britannico Emptyset dal titolo Dissever, un’esplorazione sonora con un approccio materico del suono, dove i riverberi si dissolvono e vengono assorbiti da stratificazioni noise.
Hans Otte, figura centrale della musica contemporanea tedesca, ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca di un linguaggio musicale che fosse insieme essenziale e spirituale. Das Buch der Klänge, composto tra il 1979 e il 1982, rappresenta una delle sue opere più significative: un ciclo di 12 parti che si sviluppa come un percorso meditativo, un viaggio interiore attraverso il suono e il silenzio. Otte concepisce il pianoforte non come strumento di virtuosismo, ma come mezzo per aprire spazi di ascolto, per creare un tempo sospeso in cui la percezione si dilata e si intensifica. La scrittura è semplice e trasparente, ma al tempo stesso carica di profondità attraverso ripetizioni, variazioni minime, figure ritmiche essenziali che si trasformano lentamente, invitando l’ascoltatore a un’esperienza contemplativa.
In questa occasione, Alfonso Alberti interpreta una selezione di brani da Das Buch der Klänge, offrendo una lettura che mette in risalto la dimensione intima e meditativa della partitura. La novità di questo concerto sta però nell’intervento di Ars Discantica (Massimo Colombo e Antonio Pileggi), che rielabora in diretta le risonanze del pianoforte attraverso l’elettronica. Non si tratta di un semplice accompagnamento, ma di un vero e proprio dialogo: il suono acustico dello strumento si prolunga, si trasforma, si moltiplica nello spazio, creando un paesaggio sonoro che amplifica e arricchisce la scrittura di Otte. L’elettronica diventa così un’estensione naturale del pianoforte, capace di rendere percepibili le vibrazioni più sottili, di far emergere armonici nascosti, di costruire un ambiente immersivo che avvolge l’ascoltatore. È un modo per attualizzare l’opera di Otte, per mostrarne la vitalità e la capacità di dialogare con le tecnologie contemporanee senza tradirne lo spirito originario.
Il concerto prosegue con gli Emptyset, duo formato da James Ginzburg e Paul Purgas, che da anni esplora i confini tra suono elettronico, arte visiva e architettura. La loro estetica è radicale: partendo da materiali sonori essenziali - impulsi, rumori, frequenze - costruiscono strutture che mettono in tensione lo spazio acustico e trasformano l’ascolto in un’esperienza fisica quasi tattile, impiegando una combinazione di sintetizzatori analogici, microfoni a contatto, processi di retroazione e manipolazioni digitali.
Dissever, presentato per l’occasione, interroga la materia sonora nella sua dimensione più primaria, destrutturando e ricomponendo segnali elettronici in forme che sfidano la percezione. È un’opera che lavora sulla soglia tra costruzione e distruzione, tra ordine e caos, tra forma e materia, e che invita a considerare il suono non come linguaggio ma come forza, come energia che plasma lo spazio e il tempo. È un’esplorazione sonora che affonda nelle radici della musica elettronica, del noise e della cultura materiale del suono. Il titolo stesso suggerisce un’idea di separazione, di taglio, di frattura. Questo concetto si riflette nella struttura dell’album, che si articola in sette brani, ognuno dei quali è costruito come un campo di tensione tra forma e disintegrazione, tra struttura e entropia. Il duo lavora con materiali sonori abrasivi, bassi saturi, distorsioni controllate e loop che si frantumano progressivamente, generando paesaggi acustici instabili e ipnotici.
Biglietti 22,50 euro + commissioni (ridotti 12 euro per disabili e invalidi; 15 euro per studenti). Per info: 02 86352231.