Marco Lanza, Ricreazione #47, fotografie anonime, 2022 © courtesy of Marco Lanza
Lunedì 9 febbraio 2026 alle ore 18.30 presso The Pool Nyc, a Milano presso Palazzo Fagnani Ronzoni (via Santa Maria Fulcorina 20) si tiene una Festa per i 200 anni della fotografia: protagonista è Davide Tranchina (Bologna, 1972), docente presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, con l'incontro Sulla Fotografia Anonima. Ingresso libero e gratuito.
Il 9 febbraio 1826 è una data cruciale per la fotografia; è il giorno in cui Joseph Nicéphore Niépce pare abbia realizzato la prima immagine fotografica della storia, Point de vue du Gras. Due secoli esatti sono passati da quel momento memorabile e forniscono il pretesto per una riflessione su una delle espressioni più diffuse e libere della fotografia, ovvero quella dell'immagine anonima e vernacolare.
Per certi versi questa vocazione non autoriale è già nell'origine del fotografico considerando che nella preistoria e poi nella storia della straordinaria invenzione, si intrecciano le vicende di pionieri che in diverse parti del mondo e negli stessi anni, sviluppano e presentano procedimenti per ottenere e fissare immagini fotografiche in modo permanente. Lo sviluppo tecnologico del mezzo permette una diffusione popolare che innesca una crescente produzione di immagini non artistiche che assolvono alle funzioni più svariate e soprattutto che non necessariamente vengono eseguite da professionisti.
Questo affascinante giacimento di immagini anonime e vernacolari che si è stratificato fino al 1999 (data che sancisce simbolicamente il passaggio dall'era analogica a quella digitale) come può essere riscattato da un'inevitabile oblio? Il lavoro, in qualche modo archeologico, di scoperta di queste effigi silenti avverte l'inevitabile necessità di un'attivazione determinata da un nuovo contesto culturale (artisti, operatori visivi, curatori, galleristi) in grado di spostare e risignificare atti visivi scaturiti da scelte in qualche modo non consapevoli e inconsce e che oggi, attraverso la luce di un nuovo sguardo, convivono con immagini contemporanee definendo uno stimolante orizzonte espressivo.