Neri Marcorè in Gaber: mi fa male il mondo © Tommaso Le Pera
Dal 12 al 17 maggio 2026 (da martedì a venerdì 19.30; sabato 20.30; domenica 16.30) va in scena al Teatro Carcano di Milano (corso di Porta Romana 63) lo spettacolo Gaber: mi fa male il mondo, con Neri Marcorè e la drammaturgia e la regia di Giorgio Gallione: un'occasione matura e consapevole per riabbracciare l’opera dell’uomo dalle due G maiuscole.
Prodotto da Teatro Stabile di Bolzano e Fondazione Teatro della Toscana in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber e Centro Servizi Culturali Santa Chiara, Gaber: mi fa male il mondo porta nuovamente in scena il teatro canzone, in un’esplorazione dell’universo creativo, narrativo, etico e letterario di due grandi autori quali Giorgio Gaber e Sandro Luporini e si avvale della direzione musicale e degli arrangiamenti inediti per quattro pianoforti di Paolo Silvestri. Il disegno luci è di Marco Filibeck mentre le scene e i costumi sono di Guido Fiorato.
Per anni Gaber e Luporini hanno radiografato con acume, spietatezza e ironia, ma pure con grande partecipazione emotiva, le mutazioni della società e degli individui che la abitano. Con onestà intellettuale e una buona dose di ironia, Gaber si è spesso definito un ladro di intuizioni altrui, dichiarando esplicitamente il suo debito nei confronti di artisti, intellettuali e scrittori che lo hanno ispirato. L’elenco è lungo e indicativo: Pasolini, Celine, Adorno, Calvino, Berlinguer, Brecht, Beckett, Botho Strauss e tanti altri che, sapientemente distillati, hanno formato un humus ideale, un incubatore di pensieri e riflessioni illuminanti che sono poi state trasformate in canzoni e monologhi teatralissimi che ancora oggi vibrano di autenticità e addirittura di preveggenza.
Gaber: mi fa male il mondo vede Marcorè affiancato in scena da Eugenia Canale, Lorenzo Fiorentini, Eleonora Lana e Francesco Negri, quattro giovani/e pianiste che interpretano gli arrangiamenti curati da Paolo Silvestri dei brani che costellano lo spettacolo: Mi fa male il mondo, Il sosia, L’uomo che sto seguendo, La nave, L’odore, Non è più il momento, La festa, La peste, Si può, I mostri che abbiamo dentro, Io se fossi Dio e C’è solo la strada.