Martha Argerich © Adriano Heitman
Venerdì 13 marzo 2026 alle ore 20.30 la Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano (via Conservatorio 12) ospita la pianista argentina-svizzera Martha Argerich, in concerto con l'Orchestra della Svizzera Italiana guidata dalla bacchetta di Charles Dutoit.
La serata si apre con le atmosfere incantate di Maurice Ravel e la suite Ma mère l’Oye, capolavoro di orchestrazione che trasporta l'ascoltatore nel mondo delle fiabe di Perrault, di Madame d'Aulnoy e di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, cui racconti Ravel si ispira. La chiusura è affidata alla solare Sinfonia n. 4 op. 90 Italiana di Felix Mendelssohn, omaggio del compositore tedesco ai colori e alla vitalità della penisola, cornice del viaggio lungo il quale l'opera fu abbozzata (1830-1831), per essere poi completata ed eseguita in prima a Londra, nel 1833.
Completa il programma il Concerto n. 1 in do maggiore, op. 15 di Ludwig Van Beethoven, scritto tra il 1795 e il 1801, che richiede quel mix di vigore giovanile e di sensibilità lirica che ha reso Martha Argerich l’interprete di riferimento per questo repertorio.
Considerata all'unanimità una delle più grandi pianiste di tutti i tempi, vincitrice del Premio Chopin di Varsavia nel 1965 e di tre Grammy Awards, resa celebre anche dal suo temperamento impetuoso, oltre che per la tecnica prodigiosa, Martha Argerich è nata a Buenos Aires nel 1941 e ha iniziato a studiare il pianoforte all’età di cinque anni con Vincenzo Scaramuzza; considerata una bambina prodigio, ha cominciato presto a esibirsi regolarmente in concerti e recital. Nel 1955 si è trasferita in Europa e ha continuato a perfezionar sia Londra, a Vienna e in Svizzera con Bruno Seidlhofer, Friedrich Gulda, Nikita Magaloff, Dinu Lipatti e Stefan Askenase. Ha vinto nel 1957 i concorsi pianistici di Bolzanoe Ginevra e nel 1965 il Concorso Internazionale Chopin di Varsavia: da allora è considerata una delle pianiste più importanti del mondo. Benché prediliga i capolavori virtuosistici del XIX e XX secolo, mantiene un vasto repertorio, che comprende - ma non solo - opere di Bach, Bartók, Beethoven, Messiaen, Chopin, Schumann, Liszt, Debussy, Ravel, Franck, Prokof’ev, Stravinskij, Šostakovič e Čaikovskij.