Paolo Fresu e Giovanni Sollima in concerto - Fs: in viaggio

Paolo Fresu e Giovanni Sollima © Stefano Celiberti Paolo Fresu e Giovanni Sollima © Stefano Celiberti
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Martedì05Maggio2026

Esistono rotte musicali che non si trovano sulle mappe convenzionali, ma che si tracciano solo nell’istante preciso in cui due anime affini decidono di guardare oltre l’orizzonte. Il progetto Fs: in viaggio nasce proprio da questo incontro: quello tra Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti) e Giovanni Sollima (violoncello), due instancabili esploratori che hanno fatto della curiosità il proprio motore creativo.

I due si ritrovano assieme sul palco della Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano (via Conservatorio 12, Milano) alle ore 20.30 di martedì 5 maggio 2026 nel concerto fuori abbonamento della Società del Quartetto di Milano realizzato con il contributo di Itsright.

Partendo da due isole diverse, la Sardegna e la Sicilia, i due artisti ridisegnano il perimetro sonoro del pianeta, seguendo un itinerario che attraversa i binari del jazz e del barocco, del contemporaneo e delle tradizioni etniche, abbattendo ogni barriera di genere. Il violoncello di Sollima - strumento che nelle sue mani ha suonato nel deserto, sott'acqua e persino nel ghiaccio - si fonde con la tromba e il flicorno di Fresu, la cui voce strumentale è da decenni linfa vitale del jazz europeo.

Il viaggio si snoda su un vagone dove l’acustico convive con l’elettronica, in un dialogo serrato fatto di improvvisazione e rigore formale. È una prima classe che profuma di antico, come i sedili in legno dei treni de luxe di una volta, ma che corre verso il futuro. Sollima porta con sé la memoria dei grandi gambisti del passato e l'energia dei 100 Cellos; Fresu risponde con quella naturalezza magica che trasforma il soffio della tromba in pura poesia. Insieme, i due musicisti raccolgono scambi, idee e frammenti di mondo, offrendo al pubblico un’esperienza d’ascolto totale. Un incontro tra due onnivori dell’arte che, tra effetti digitali e legni di liuteria, ricordano che la musica è l’unica lingua capace di viaggiare ovunque senza bisogno di passaporto.

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