Minchia signor tenente © Francesco Nannarelli
Dal 19 al 29 marzo 2026 (ore 21.00, tranne domenica ore 18.00; lunedì riposo) il Teatro Martinitt di Milano (via Pitteri 58) ospita lo spettacolo Minchia signor tenente, commedia cult scritta e diretta da Antonio Grosso, e da lui stesso interpretata insieme a Adriano Aiello, Gaspare Di Stefano, Antonello Pascale, Giuseppe Renzo, Paolo Roberto Ricci, Mariano Viggiano e Martina Zuccarello.
Sicilia, 1992. Su un cucuzzolo di montagna, in un paesino dove il tempo sembra essersi fermato, sorge una piccola caserma dei carabinieri. Cinque militari, ognuno proveniente da una regione diversa, condividono turni, scherzi, sfottò, e un’unica certezza: il massimo dell’emergenza, lì, sono i ladri di galline. Tra assurde denunce da parte di Parerella, il matto del paese, amori proibiti (uno dei carabinieri è fidanzato con una ragazza del posto, in barba al regolamento), paradossi quotidiani e una sorprendente armonia, il gruppo si sente ormai più simile a una famiglia che ad una squadra militare. Tuttavia, l’arrivo di un nuovo tenente - rigido, severo, deciso a rimettere tutti in riga - rischia di stravolgere
quell’equilibrio fragile e prezioso.
Minchia signor tenente parla di mafia, ma in maniera totalmente ironica e originale, facendo sì che la risata porti alla riflessione ma soprattutto al modo di porsi verso le ingiustizie. E questo per far si che ognuno possa avere uno sguardo dritto senza mai voltarsi, affrontando con coraggio e leggerezza tutto ciò che la vita offre.
Scritto da Antonio Grosso a soli 23 anni, Minchia signor tenente nasce nel 2006 e da allora continua a lasciare il segno nel panorama teatrale italiano. Dopo oltre 550 repliche, torna in una nuova versione per la stagione 2025/2026, in occasione del suo ventennale. Visto da circa 80 mila spettatori e accolto con entusiasmo da oltre 5 mila studenti, lo spettacolo è diventato negli anni un vero cult: dieci stagioni consecutive a Roma, otto a Torino e tre a Milano. Vincitore del Premio Cerami per la miglior drammaturgia contemporanea, è anche stato oggetto di una tesi di laurea intitolata Il teatro come strumento educativo per la promozione della legalità, a conferma del suo forte valore civile e formativo.